08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Attualità

Il dramma delle cartelle pazze di Grottaglie

Sabato 8 febbraio incontro pubblico con parlamentari e consiglieri regionali


Si tiene oggi pomeriggio alle 17 presso il teatro del Centro Monticello a Grottaglie un importante incontro sulla annosa questione delle “cartelle pazze” per l’Imu sui terreni del cosidetto “Comparto C”. All’incontro insieme ai cittadini parteciperanno  esponenti politici, parlamentari e consiglieri regionali, di tutti gli schieramenti, che con diverse iniziative si erano già occupati della questione. Gli onorevoli Cassese e Gemmato (che ha anche presentato una interrogazione parlamentare), l’assessore Borraccino e i consiglieri regionali Franzoso e Amati.

Abbiamo contattato il Presidente del Comitato, avvocato Ciro Lenti per farci raccontare la questione.

“La vicenda nasce nel 2002 – ci racconta l’avvocato Lenti- quando per una prevista espansione demografica di Grottaglie il piano regolatore rese edificabili una serie di terreni agricoli. Da allora però le successive amministrazioni non hanno mai provveduto alla loro lottizzazione, quindi nei fatti non sono mai stati resi realmente edificabili. Oggi la realtà è completamente diversa, e quei terreni è ragionevole pensare che anche in caso di lottizzazione non verrebbero mai edificati essendo in aperta campagna”.

Il problema però nasce dal fatto che secondo l’amministrazione comunale, in via della classificazione, vengono ugualmente accatastati come tali, e quindi con un valore di 100 euro al metro quadro. Su questo valore si impone l’imu.

Nell’ottobre 2019 i proprietari dei terreni, circa 150 famiglie,  hanno ricevuto avvisi di accertamento relativi agli anni 2014, 20015 e 2016. Le cifre richieste sono state ulteriormente aggravate di una sanzione pari al 30 per cento dell’importo. Ad oggi le cartelle arrivano fino a 13 mila euro per ogni ettaro di campagna.

 

“Cifre impossibili da pagare- ci racconta l’avvocato Lenti- poiché c’è da considerare che la maggior parte dei proprietari sono pensionati agricoli, che hanno una pensione addirittura inferiore alla somma da pagare”.

Molti di loro si sono quindi visti pignorare oltre che i terreni, anche la pensione.

I più accorti hanno potuto nominare un legale per presentare i ricorsi, tutti vinti, ma che sono stati impugnati dall’amministrazione, fino alla cassazione. Ma un successivo ricorso in cassazione fino al terzo grado costa ai poveri proprietari ben oltre il valore sia del terreno che delle loro entrate.

E anche i ricorsi vinti in commissione tributaria, valgono solo per la cartella di un anno, quindi ciascuno dei cento proprietari deve fare ricorso ogni anno.

Della questione si sono occupati in molti in questi anni, oltre che i politici a tutti i livelli, anche Striscia La Notizia.

Il  consigliere regionale Francesca Franzoso ha richiesto un intervento del prefetto, il quale ha convocato ufficialmente con una lettera il sindaco Ciro D’alò, che però ha ritenuto di non presentarsi dichiarando di di essere nel giusto.

Infatti nonostante tutti i solleciti, l’attuale amministrazione comunale di Grottaglie insiste nel voler riscuotere quella cifra.

Mentre i proprietari chiedono solo che ai loro terreni venga attribuito il valore reale e di mercato del bene.

Infatti nel 2012 la passata amministrazione comunale chiese un parere all’Agenzia delle Entrate sul valore dei terreni, e l’agenzia, pur ignara del blocco urbanistico, attribuì un valore di 25 euro al metro quadro, un quarto di quello attribuito dall’amministrazione, che ha tenuto nascosto nel cassetto questo parere di 150 pagine per non tenerne contro.

Di contro il Sindaco Ciro D’Alò, di fronte alle centocinquanta famiglie che da anni protestano inascoltati di fronte a questa ingiusta vessazione, ha risposto “che è solo una strumentalizzazione a fini politici”.

La beffa di tutta questa storia è che quindi non solo i terreni non sono edificabili, ma risulta anche impossibile venderli  poiché nessun acquirente si accollerebbe questa tassa per un bene inutile.

“Abbiamo voluto fortemente questo incontro pubblico- dice Il presidente del Comitato Comparto C- che non è un congresso, cioè una mera discussione accademica sulle questioni di diritto tributario, né un summit politico. Sarà invece un incontro a cui daremo una forte connotazione “pratica”, ed in particolare: testimonieremo la reale situazione, cioè la misura dell’ingiustizia che subiscono i proprietari dei Comparti C, dando la parola a coloro che in modo più drammatico ne subiscono le conseguenze; individueremo le possibili soluzioni con il supporto dei tecnici e dei politici di ogni schieramento, perché per poter risolvere alla radice questa incresciosa vicenda occorre una preliminare disamina tecnica ma anche una pianificazione politica”.

“Lo ribadiamo ancora una volta- dice l’avvocato Ciro Lenti- non perseguiamo né intenti accademici né tanto meno di promozione politica. Noi abbiamo un grande problema che ci attanaglia e questo ci consente di restare coerenti e pragmatici, cioè saldamente aderenti al nostro unico intento: venir fuori al più presto da questa ingiustizia. Le soluzioni ci sono, ora occorre che ci sia la volontà da parte di chi ci amministra. In questo senso questo incontro costituirà una tappa fondamentale non solo per individuare e dare evidenza a tali soluzioni ma anche per sensibilizzare chi quelle soluzioni le dovrà adottare”.

 

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