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Le Sardine: “non siamo qui per dire se va chiusa l’Ilva o va lasciata aperta. Io sono venuto per conoscere i pescatori”

Incontro del leader Mattia Santori con una decina di sardine a Discesa Vasto


Ha fatto tappa anche a Taranto mercoledì mattina la staffetta delle sardine, partita dal Veneto due settimane fa arriverà stasera a Squinzano per la contromanifestazione a quella di Salvini. 

L’appuntamento era a Discesa Vasto, dove le sardine campane della ex Whirlpool si sono incontrate con alcuni pescatori che scesi da una barca hanno consegnato loro una rete da pesca. Poi alcuni ragazzi di città vecchia hanno letto il loro messaggio di resistenza consegnando una scatola di sardine (che simbolicamente rappresenta la loro scatola dei talenti) a Mattia Santori. E’ stato il leader nazionale infatti a condurre l’iniziativa durata circa mezz’ora cui hanno partecipato poche decine di sardine.

“Quello che noi portiamo è una poesia concettuale per spiegare la realtà attraverso paradigmi diversi. Mettere in poesia il concetto di valore, che è quello che manca in aziende come Ilva e Whirlpool, ma anche nei settori scolastici e sanitari”, è stato il messaggio di Santori.

“Dal 2010 ad oggi sulle teste dei tarantini si sono consumate le più spietate campagne elettorali, ma tutti i partiti e tutti i governi a Taranto hanno affidato solo il ruolo di gran palcoscenico tragico da cui lanciare i propri proclami.
Siamo dell’idea che alla rabbia si debba sostituire il ragionamento e la costruzione di alternative possibili. Non a caso noi parliamo di Taranto come capitale del New Deal Green.”

E’ affidato a questo post sulla pagina delle Sardine Tarantine il commento sulla situazione locale, da cui il leader Santori si tiene lontano. A chi gli chiede la posizione delle sardine su Ilva risponde: “non siamo qui per dire se va chiusa l’Ilva o va lasciata aperta. Io sono venuto per conoscere i pescatori. Ne ho approfittato perché nel pomeriggio abbiamo l’assemblea delle sardine pugliesi, siamo qui per avere una comunicazione all’interno del nostro fenomeno sociale”.

A Taranto ci era stato già un paio di mesi fa, poco dopo la nascita del fenomeno in Emilia Romagna, ma ora è cambiato il format spiega Santori: “ Torniamo in una veste diversa, con  incontri tematici mirati”. Ma di tematico nella tappa tarantina non dice molto. Non risponde alle domande sul possibile sostegno a Michele Emiliano, né sui decreti sicurezza, nè sulla loro collocazione: “A un sindacato non gli chiedi se è di destra o di sinistra- dice Santori-ma gli chiedi di proteggere i lavoratori. Io posso essere di sinistra, qualcun altro di destra o di centro ma non è importante”.

Del resto sono queste le parole con cui si salutano alla fine dell’incontro: “noi non vogliamo dare risposte, ma essere semi”.

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