06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Attualità

Il giallo di Torricella… e di Codogno

Resta un mistero come il paziente uno abbiamo potuto tornare a Torricella violando la zona rossa di Codogno. Diverse le ricostruzioni fornite. Il deputato Rossano Sasso presenta una interrogazione al Ministro Lamorgese.

Il Palazzo di Città di Torricella
Il Palazzo di Città di Torricella

Non riesce a chiudersi il giallo di Torricella con protagonista il paziente uno, risultato positivo al test del coronavirus al rientro da Codogno.

Il mistero è come sia stato possibile per lui violare la zona rossa e rientrare senza controlli vigendo il divieto di entrata e uscita.

Diverse sono le ricostruzioni. Il ministro della Salute Speranza durante l’informativa in Senato ha dichiarato che da sabato 22, data dell’emenazione del Decreto con istituzione della zona rossa, nessuno ha piu potuto oltrepassarla e quindi uscire da Codgono.

Dichiarazione smentita dallo stesso paziente, che ha invece raccontato di essere stato libero di circolare tranquillamente senza che nessuno lo controllasse e solo per precauzione ha chiamato i vigili di Torricella avendolo sentito al telegiornale. Secondo il consigliere regionale Peppo Turco addirittura il paziente avrebbe avuto il permesso da parte delle autorità lodigiane a rientrare senza controlli.

Diversa ancora la versione del sindaco di Torriccella Michele Schifone, da noi intervistato, secondo il quale il paziente non sarebbe mai arrivato a Codogno per via del blocco, e si sarebbe fermato a Lodi. Mentre secondo il dottor Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto sarebbe andato a Codogno il 20 febbraio, e poi rimasto a Lodi fino al 24.

Proprio a Lodi tra l’altro in queste ore si è scatenato un nuovo focolaio con 51 ricoveri di cui 17 in terapia intensiva.

Qualunque sia la verità purtroppo questa che potrebbe sembrare una bravata, rischia di mettere a serio rischio una comunità, come già è accaduto con la chiusura di tutte le scuole della provincia a seguito della notizia. Questo perchè come dimostrato il paziente fuggito dalla zona rossa ha contagiato immediatamente moglie e fratello. Non solo, come ci ha confermato il Sindaco di Torricella, il fratello il giorno dopo il contagio è andato a lavorare e la quarantena, se pur facoltativa, anche per loro è partita solo 3 giorni dopo il rientro da Codogno. Quindi ora sono a rischio non solo i 131 passeggeri dell’aereo, che per lo meno sono identificabili, ma anche potenzialmente tutti coloro entrati i contatto con il paziente 1 in aereoporto e nei 4 giorni a Lodi, ma anche con moglie e fratello nei tre giorni dopo il rientro.

Al post su facebook di Peppo Turco, in cui il consigliere di Torricella per primo ha raccontato la storia del suo compaesano riscontrato infetto, ha risposto immediatamente commentato il parlamentare della Lega Rossano Sasso.

“Ma si rende conto di cosa ha scritto? Che in piena zona rossa, qualcuno avrebbe autorizzato il suo assistito ad abbandonare Codogno? Ma lei si assume la responsabilità di ciò che ha scritto, vero? Spero che il malato guarisca, e che non abbia infettato nessuno durante il suo rientro a casa. Come medico lei dovrebbe condannare l’atteggiamento irresponsabile del suo assistito. Abbiamo approvato in parlamento questa legge, con urgenza, proprio per contenere la diffusione del virus”.

 

Peppo Turco gli ha risposto di non sapere come mai fosse stato detto al ragazzo che poteva ripartire da Codogno e ha invitato l’onorevole Sasso ad adoperarsi per scorprirlo.

Cosa che il parlamentare prontamente ha fatto ieri mattina attraverso un’interrogazione al ministro Lamorgese.

“Ho presentato questa mattina una interrogazione parlamentare al Ministro Lamorgese, affinché si chiariscano modi e tempi dell’allontanamento dalla zona rossa del giovane di Torricella che, stando a quanto dichiarato dalle autorità competenti, avrebbe contratto il coronavirus” ha dichiarato l’Onorevole Sasso.

 

Da noi contattato l’onorevole Sasso ha augurato al paziente pronta guarigione, ma al contempo espresso “ferma condanna per l’atteggiamento del cittadino che ha infranto le più elementari norme del vivere civile mettendo a rischio centiaia di persone”. Sasso ci ha anche annunciato di voler presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Qualora dovesse essere provata la violazione della zona rossa, il decreto contempla una condanna per violazione articolo 650 c.p che prevede, con oblazione, una multa di 103 euro.

Gli abbiamo chiesto se non la reputasse troppo blanda: ““Sicuramente – conferma l’onorevole Sasso- sarebbero servite misure piu stringenti e pene piu severe. Difronte al panico scatenato chiunque pensa a mettersi al riparo, e non ci si può affidare solo ai cittadini come questo caso ha dimostrato”.

“Ne si puo procedere a macchia di leopardo, con ogni regione che emana ordinanze diverse. Cio che è mancato in questi giorni- ci ha detto l’onorevole Sasso- è proprio la presenza del Ministero dell’Interno, completamente assente di fronte a una situazione di ordine e sicurezza pubblica, che atttiene proprio le sue competenze”.

1 Commento
  1. Anna 1 anno ago
    Reply

    Finalmente qualcuno che ne ha dette 4 sia al paziente che al medico, siete vergognosi entrambi!

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