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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 07:14:22

Cronaca

Sequestrati a Taranto 123mila vasetti di tonno


Nell’ambito di una più ampia operazione di controllo della commercializzazione dei prodotti ittici, coordinata dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Bari, i militari del Nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Bari hanno portato a termine un sequestro, senza precedenti in termini quantitativi, di conserve a base di tonno mancanti dei prescritti requisiti di rintracciabilità.

Le attività di verifica si sono svolte presso uno stabilimento della Provincia di Taranto, specializzato nella produzione di conserve di pesce, crostacei e molluschi. Accertata la presenza di una grande quantità di prodotti finiti e pronti per essere commercializzati (decine di migliaia di vasetti contenenti tonno sott’olio), i militari hanno proceduto al controllo del sistema e delle procedure predisposte dall’azienda.

Dalle verifiche è emersa l’impossibilità di stabilire la rintracciabilità del prodotto ispezionato, non essendo in grado l’azienda di dimostrare in alcun modo la riconducibilità dei lotti di produzione da essa assegnati alla documentazione commerciale di ingresso degli alimenti (fatture), così vanificando l’esigenza di attribuire, in modo certo e trasparente, ai singoli vasetti le informazioni obbligatorie previste dalla normativa nazionale e comunitaria (tipologia di pesce, zona e metodo di cattura, periodo di pesca).

Al termine dei controlli, i militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo, complessivamente, 123.723 vasetti di vetro, per un peso totale di 70 tonnellate circa, contenenti conserve di scombridi (tonno pinna gialla, palamita, tonnetto alletterato, tonno alalunga) in filetti e ritagli.

Inoltre, sono stati sequestrati 147 esemplari congelati, per un peso complessivo di 1.200 chilogrammi circa, di tonno alletterato, anch’esso privo di rintracciabilità. Il valore commerciale stimato, alla vendita al dettaglio, degli alimenti sottoposti a vincolo ammmonta a circa 1 milione di euro.

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