Cronaca

Odissea al pronto soccorso. Nove ore per una distorsione


«Ora basta. Voglio raccontare la mia disavventura al pronto soccorso di Taranto». Esordisce così un nostro lettore che ha scelto di prendere carta e penna per spiegare quanto accaduto nei giorni scorsi al pronto soccorso del Ss. Annunziata, dove si è recato con la sua figlia dodicenne che ha subìto una distorsione. «Sono entrato al pronto soccorso alle 19.30 – racconta – perchè mia figlia, mentre giocava, ha avuto una distorsione alla caviglia. Le hanno assegnato il codice verde ma nessuno l’ha visitata».

Le ore trascorrono inesorabili «sono arrivati altri pazienti e alle 23 ho chiesto, per gentilezza, a che ora poteva essere visitata mia figlia poiché il dolore aumentava, così come il gonfiore. Durante il cambio turno non si è capito nulla. C’è gente che litiga e arriva anche alle mani. Intorno alle 2 di notte – ricorda – nessuno ha ancora visitato la ragazzina che ha appena dodici anni. Provo a chiedere per quale motivo, dopo 5 ore e mezza nessuno si è degnato di visitarla, ma l’infermiera mi ha risposto che i medici di turno hanno deciso di visitare prima tutti i “codici gialli”. Nel frattempo ho notato che gente arrivata intorno alle 23 è andata via dopo essere stata visitata perchè era stato assegnato loro un codice giallo nonostante avessero una patologia da codice verde». La rabbia prende il sopravvento: «Ho strillato, proponendo che fosse visitato un paziente con codice verde ogni due codici gialli ma nulla. Alla fine sono uscito dal pronto soccorso con mia figlia alle 4.05 di mattina». Dunque, quasi nove ore d’attesa per una distorsione. Abbiamo contattato l’Asl per chiedere spiegazioni. A risponderci, in maniera tempestiva, è stata la dottoressa Irene Pandiani, direttore medico del Ss. Annunziata. «I codici sono assegnati sulla base della gravità, non dell’ordine d’arrivo. Sono molto dispiaciuta per questo episodio probabilmente causato da un intoppo nel reparto di radiologia, dove saranno stati effettuati degli approfondimenti sulla distorisione». E, sulla situazione di “emergenza” del pronto soccorso: «dal 2010 ad oggi abbiamo affrontato tre anni di tagli alle risorse ed al personale. Facciamo i salti mortali per garantire tutte le prestazioni – spiega la dottoressa Pandiani – che sono state comunque ridotte. Non possiamo far nulla. Abbiamo subìto il piano di rientro della Regione e la spending review del Governo».

Fabio Mancini

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