28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 04:50:00

Cronaca

Allarme Cementir. Investimenti stop e tagli agli organici


Alle incertezze produttive ed occupazionali di Ilva ed Eni (il progetto Tempa Rossa potrebbe essere spostato altrove, ndr) si uniscono anche quelle di Cementir. Ieri, nel corso di un incontro a Roma tra vertici dell’azienda (c’era il direttore generale, il tarantino De Gennaro ed il direttore del Personale Franceschini), sigle sindacali nazionali, rsu e rappresentanti di Confcommercio, è stata comunicata la chiusura dello stabilimento di Arquata Scrivia (Alessandria). Per Taranto si viaggia verso la chiusura dell’area a caldo e, dall’1 gennaio del 2014, l’operatività del solo centro di macinazione. Lo stato di agitazione dei lavoratori sarebbe già in atto.

Non è escluso che, nelle prossime ore, possano essere annunciate azioni di mobilitazione. Sarebbero più della metà i lavoratori a rischio. Dagli attuali 104 dipendenti diretti, la Cementir di Taranto passerebbe a circa 45 lavoratori. Per gli altri, con ogni probabilità, un anno di cassintegrazione o contratto di solidarietà. In totale l’indotto Cementir conta circa 250 unità. L’azienda aveva già annunciato un dimensionamento del progetto “nuova Taranto”. Gli interventi previsti (per circa 140 milioni di euro) avrebbero consentito di avviare una ristrutturazione degli impianti. Per ricevere l’Aia dalla Regione, però, il cementificio dovrebbe realizzare una serie di interventi entro dicembre. Anche per questo sarebbe in atto una virata. Le ragioni dello stop agli investimenti sarebbero riconducibili anche alla riduzione della produzione dell’Ilva che al momento produce 360mila tonnellate di loppa, quando alla Cementir ne occorrerebbero più di 1 milione. Intanto stamattina, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, la commissione Ambiente ha ascoltato in audizione i vertici dell’azienda (foto studio R. Ingenito). All’incontro hanno partecipato il direttore dello stabilimento tarantino Paolo Graziani ed il direttore generale di Cementir Italia Mario De Gennaro. «Con l’incontro di oggi abbiamo avviato con l’azienda un rapporto di collaborazione sulle tematiche ambientali ed occupazionali – ha spiegato il presidente della commissione Ambiente Vincenzo Di Gregorio. C’è la volontà, da parte loro, di proseguire con le bonifiche. Per il momento, il progetto Nuova Taranto è congelato. I rappresentanti della Cementir contano di riproporlo entro il 2015, data di scadenza dell’autorizzazione concessa dalla Provincia». Per questo, Di Gregorio è pronto a promuovere «un tavolo di mediazione fra Comune, Provincia e Regione per far partire subito il progetto, evitando l’emorragia occupazionale».

Fabio Mancini

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