28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 11:48:46

Cronaca

Raffica di scarcerazioni. In libertà trentuno indagati


Il giudice scarcera parte degli indagati coinvolti nella maxi-inchiesta Marenero. Sono trentuno gli indagati rimessi in libertà. Il provvedimento è stato adottato dal gip del tribunale dott. Giuseppe Tommasino, su parere favorevole della procura, a seguito di alcune ammissioni sulla truffa. Il gip ha ritenuto cessate le esigenze cautelari scattate a carico di 73 persone, in carcere ed ai domiciliari. Alcune rivelazioni acquisite durante gli interrogatori fanno ritenere che l’inchiesta sia ancora aperta e lontana dalla conclusione. L’indagine ruota attorno ad una presunta stangata ai danni dell’Eni.

Il raggiro avveniva su carichi di carburante destinati alle operazioni cosiddette di bunkeraggio, utili a rifornire di gasolio i mercantili ancorati in Puglia. Una denuncia, presentata da alcuni funzionari dell’Eni, hanno aperto le indagini. Secondo l’accusa, la truffa partiva in raffineria al momento dell’imbarco del gasolio sulle autocisterne. Con alcuni espedienti si riusciva a barare sulle quantità di diesel che usciva dai serbatoi. Il carburante veniva immesso sul mercato nero. Gli autotrasportatori “trattenevano” il 30% del carburante per poi rivenderlo. Nel contempo “allungavano” il gasolio con prodotti petroliferi di scarto, prima di consegnarlo nei porti. Alcuni indagati hanno rivelato l’esistenza di serbatoi riempiti di acqua e utilizzati come zavorre al momento del calcolo della tara. L’operazione è stata ribattezzata “Marenero” ed è stata condotta dagli uomini della Guardia di Finanza nelle province di Taranto e Bari. Impressionanti i numeri: 73 persone arrestate, 132 complessivamente denunciate. Sequestrate 28 autocisterne per trasporto carburanti.

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