25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

I nomi dei Vip al setaccio


“E no, là dietro ho visto movimento… se entri nel bar, ce ne andiamo nel bagno, me lo dai e ce ne andiamo”. Così funzionava lo spaccio di droga, in questo caso cocaina, inquadrato dall’operazione ‘Catene’, eseguita ieri dai carabinieri. A scriverlo è, nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Martino Rosati. Il bar in questione è l’Old Fashion, posto sotto sequestro nell’ambito della stessa operazione; la compravendita citata dal gip va in scena quando sono passate le 23.30 del 27 giugno 2012. La notte è giovane, per fornitore (Fiorello Rizzo, uno dei dodici arrestati) e cliente. Quest’ultimo si presenta all’appuntamento per ‘rifornirsi’ in vista del prosieguo della serata a bordo di una fiammante Mercedes Classe A.

Perchè non sono i soldi che mancano, a chi va a bussare alla presunta gang di spacciatori messa sotto scacco dai carabinieri. Una “pletora di soggetti” che gira tra “i ritrovi più mondani della città”, scrive ancora il gip Rosati, giovani (e non) vip che, a leggere l’ordinanza, fanno girare banconote da 50 euro con facilità impressionante. Ora molti di questi clienti potrebbero essere ascoltati nell’ambito dell’inchiesta, per rendere ancora più chiaro il quadro illuminato dal blitz ‘Catene’: gli occhi sono puntati anche su di loro. In casa dello spacciatore, nel corso di una perquisizione domiciliare, vennero trovati 8.320 euro. All’Old Fashion, annota il dottor Rosati, uno degli spacciatori “spesso fissa gli appuntamenti con i suoi clienti”, ma a quel locale “spesso si reca su esplicita richiesta di costoro”: insomma, la location piaceva proprio a tutti. Non a caso il giudice, nell’applicare il sequestro preventivo al bar di viale Magna Grecia ed a “La Capannina” (che nel frattempo però ha cambiato gestione, e chi è subentrato è assolutamente estraneo ad ogni addebito), scrive di “luoghi funzionalmente destinati dagli indagati alla commissione dei delitti, e comunque da costoro consapevolmente utilizzati per la commissione degli stessi; i carabinieri inoltre hanno evidenziato che tali locali sono tra quelli più frequentati della città (…) l’indagine, quindi, ha messo in luce come i barmen ivi impiegati e lo stesso loro gestore smercino abitualmente tali sostanze agli avventori (…) sussiste il pericolo che la libera disponibilità di quanto in sequestro possa agevolare la commissione di altri reati analoghi trattandosi, appunto, di luoghi stabilmente destinati – anche – allo spaccio di stupefacenti”. Tredici le misure restrittive emesse dall’autorità giudiziaria nell’ambito dell’operazione “Catene” che ha svelato un fitto intreccio, per lo più notturno, di droga a Taranto. In carcere sono finiti Ivan Cardellicchio, Lucia Carac-ciolo, Silvia Fontana, Michele Novellino, Miriam Punzo, Fiorello Rizzo, Serafina Rizzo. Arresti domiciliari sono stati concessi, invece, a Cataldo Barivelo, gestore del noto locale “Old Fashion” di viale Magna Grecia; Danilo De Felice, Marco Ferrarese, Daniele Pugliese, Andrea Russo.

Giovanni Di Meo

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