22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Appalti, in ottanta sperano nella proroga


TARANTO – E’ solo uno dei segmenti della corposa partita degli appalti dell’indotto comunale che ieri mattina ha bussato con un sit-in dei lavoratori alle porte di Palazzo di Città.

Ma, quella dei circa ottanta addetti alla custodia delle piazze è, tra le vertenze pure drammatiche sollevate dai sindacati, quella più urgente. Non fosse altro perché è questione di giorni, di cinque giorni per essere precisi. A fine giugno scade infatti l’appalto e per gli 82 custodi che, pettorina verde indosso, siamo abituati ad incrociare nelle piazze cittadine, il lavoro cesserà.

La mobilitazione di ieri sotto le bandiere della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti ha avuto come effetto, dopo il colloquio con l’assessore Scasciamacchia l’impegno del comune a varare in giunta una proroga del servizio fino a dicembre. L’esecutivo comunale si riunisce nel primo pomeriggio di oggi.

Ed è attesa tra i lavoratori: «Se oggi non arriverà la proroga» spiega Bruno Bani, segretario della Uiltrasporti «è chiaro che domani i lavoratori saranno sotto il Comune, non ci sono alternative». Il sindacalista spiega però anche come il discorso intavolato dalle organizzazioni sindacali sia di più ampio respiro. Sono tante infatti le situazioni che attendono di essere definite. La ‘platea storica degli appalti dell’indotto comunale’ conta più di 400 lavoratori. «Si tratta dei lavoratori legati al dissesto che, a sette anni di distanza, restano ancora in bilico».

Bani snocciola alcune di queste emergenze: «Ci sono i lavoratori dell’Arca che, dopo aver lavorato un mese, sono in cassa integrazione, coperti fino ad agosto, settembre, poi che ne sarà di loro? Ci sono gli addetti alle pulizie negli asili nido: lavorano per un’ora e mezza al giorno, al di sotto del livello di povertà. Per questo al di là della proroga fino a dicembre dei custodi delle piazze, al Comune abbiamo chiesto che si possa istituire una cabina di regia, un tavolo permanente sul vasto capitolo degli appalti. Non si può andare avanti di proroga in proroga; ci sono una miriade di mini -appaltini che vanno gestiti tenendo presente tutti i lavoratori del bacino. Bisogna attivare le gare d’appalto e, possibilmente, assegnarle».

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