19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

Ilva, Bondi e Ronchi oggi dal Prefetto


Visi distesi e facce sorridenti. Sono quelle con le quali il commissario per l’Ilva Enrico Bondi ed il subcommissario ‘ambientalista’, Edo Ronchi, si sono presentati dal Prefetto Claudio Sammartino. Il quale ha chiesto conto agli uomini scelti dal governo Letta di quale sia davvero, oggi, la condizione del siderurgico tarantino, alle prese con la crisi di mercato e quella ambientale.

Questo mentre a Roma sfilano politici ed associazioni in ordine sparso nelle audizioni sul decreto-Ilva alle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente alla Camera. Per il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ”gli enti locali sono completamente esautorati” e sono necessari quindi ”emendamenti che consentano una definizione collegiale delle misure da adottare in conformità all’Aia e alle previsioni normative”.

Vendola, utilizzando il solito linguaggio, ha anche ribadito ”il giudizio estremamente positivo sul commissariamento del grande siderurgico” e ha ricordato la necessità di una ”cabina di regia” sotto la guida del ”ministero dello Sviluppo economico” che però deve ”agire di concerto con il ministero dell’Ambiente e quello della Salute e, rispetto ai passaggi operativi e decisionali, debbano esser sentiti gli enti locali”.

Secondo il governatore pugliese, il decreto migliorato dal Parlamento non solo “aprirà un varco di luce per la città di Taranto” (rieccolo, il ‘solito linguaggio’) ma potrà ”indurre a una riflessione globale sulla necessità di eco-compatibilizzare l’industria italiana”. Il relatore al decreto per la commissione Attività produttive, Enrico Borghi, dal canto suo, ha subito aperto alle richieste di Vendola dicendo che ”il coinvolgimento dei poteri locali” è ”la premessa per consentire che nasca un percorso partecipato e connesso con la comunità locale”. Inoltre annuncia di lavorare per questo ”in sede emendativa”. Resta da vedere come (e se) alle parole seguiranno i fatti… Dal canto suo, Legambiente ha detto che ”occorre garantire che non siano proposte e adottate modifiche dell’Aia in vigore meno rigorose e stringenti rispetto a quelle già previste o che siano dilatati i tempi di attuazione”.

Il nodo è sul comma 5 dell’articolo 1 del testo del provvedimento (possibilità di un nuovo Piano da parte del comitato di tre eseperti nominati dal ministero dell’Ambiente); il comma in questione viene poi richiamato dal 7 affermando che tale Piano può modificare l’Aia. Greenpeace dice di fare attenzione al ruolo della commissione di esperti e al nuovo Piano che può modificare l’Aia.

Il Wwf chiede maggiore trasparenza, mettendo in risalto ”il conflitto tra controllore e controllato: dato che, a quanto risulta il commissario straordinario Enrico Bondi, seppur dimissionario, risulta essere ancora il legale rappresentante di Ilva”. Maggiore chiarezza del testo la chiede anche il garante per l’Aia, Vitaliano Esposito: ”La modifica che oggi può chiedere il gestore non incide sul sistema del percorso sanzionatorio – dice Esposito – non è chiaro chi è chiamato a valutare”.

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