25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cronaca

Ogni giorno a contatto con sangue e garze


TARANTO – «Garze, sangue, escrementi. Residui di operazioni, lenzuola sporche, coaguli. Ogni giorno i lavoratori delle lavanderie industriali che si occupano del servizio di lava-nolo per conto della Asl di Taranto e che operano presso i vari presidi ospedalieri della provincia sono costretti a maneggiare senza nessuna protezione lenzuola, federe e coprimaterassi sporchi, provenienti dai reparti di chirurgia, terapia intensiva, malattie infettive». A lanciare l’allarme è il segretario generale della Filctem Cgil di Taranto Giuseppe Massafra.

«La salute dei lavoratori costantemente a rischio» spiega il sindacalista che aggiunge «sono stati numerosi, in questi anni, gli episodi di infortunio che hanno riguardato i dipendenti della società cooperativa Lavit (società che detiene attualmente l’appalto per la gestione del servizio). Feriti da bisturi lasciati incautamente nella biancheria, punti da aghi potenzialmente infetti, i lavoratori hanno subito incidenti di questo tipo e affrontano ogni giorno il rischio che capiti ancora.

Tutto ciò perché la biancheria sporca invece di essere inserita nei sacchi a cura del personale dell’ente, chiudendo accuratamente i sacchi, viene accantonata nei punti di raccolta in ciascun reparto lasciando che sia il personale del servizio lava-nolo ad occuparsene, ma soprattutto perché non si vogliono adottare ancora le tecnologie che potrebbero evitare tutto questo rischio, utilizzando il semplicissimo sistema dei microchip, che eviterebbe il contatto diretto con la biancheria sporca ma risolverebbe il problema del conteggio, necessario per sapere quante lenzuola pulite, ad esempio, necessità il reparto».

La Filctem Cgil, in questo particolare momento, che vede lo svolgimento delle procedure per l’assegnazione dell’appalto, chiede «che di questa necessità si facciano carico in primo luogo le aziende che stanno partecipando alla gara d’appalto, assumendo la sicurezza del lavoratore e la sua salute come standard, ma a che l’Asl, che ha il compito di vigilare che quanto avviene nel mondo e nel sistema della salute sia fatto a regola d’arte, tutelando, come in questo caso, la salute delle lavoratrici e dei lavoratori delle lavanderie industriali».

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