10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Cronaca

Nuovo centrodestra? Il dibattito a Taranto


Rinnovamento e cambiamento. Queste le parole d’ordine del centrodestra che, su scala nazionale, è pronto a mettere in campo nuove strategie.

La Destra – Dalla Puglia nasce un nuovo contenitore di destra. C’è stata una folta e calorosa partecipazione di tutte le anime ex An, nelle due giornate di Lecce dove si è svolto l’happening politico nazionale sulla “Nuova Destra”, un contenitore politico differente ed innovativo che ha radunato nella città salentina esponenti del Partito che fu del leader Gianfranco Fini.

Adriana Poli Bortone, storico volto della destra pugliese e leader nazionale del movimento territoriale “Io Sud”, ha fortemente creduto nel proporre questi incontri/dibattiti, favorevole alla riproposizione di una destra 2013 Europea e che faccia da collante tra le diverse anime fondatrici di Alleanza Nazionale 2.0.

Erano presenti alla Convention leccese, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il segretario nazionale di Fratelli d’Italia Guido Crosetto, il reggente nazionale di Futuro e Libertà Roberto Menia, il leader de “La Destra” Francesco Storace, l’ex Presidente della Provincia di Roma Silvano Moffa, il presidente di FareItalia Adolfo Urso, l’ex Ministro Andrea Ronchi, l’ex sindaco di Brindisi Domenico Menniti, Pasquale Viespoli, Domenico Nania, Antonio Bonfiglio, l’europarlamentare Salvatore Tatarella e tanti altri.

La volontà comune dei partecipanti alla convention è stata quella di costruire una casa comune della destra fondante sulla “Buona Politica”.
Della delegazione ionica erano presenti i referenti locali di “Io Sud” Angela Carrieri, Gaetano Cuscela, Graziano Dalemmo e l’assessore comunale di Palagiano Salvatore Petrocelli, per la componente di Fli il sindaco di Sava Dario Iaia, l’ex deputato di Castellaneta Carmelo Patarino, l’assessore comunale di Fragagnano Francesco Fischetti e lo scrittore-filosofo Pierfranco Bruni.

A conclusione delle giornate di dibattiti è stato presentato un manifesto comune per la “Destra della Buona Politica” dove realizzare una piattaforma comune di condivisione di un progetto nazionale già da individuare nel prossimo incontro ad Orvieto a metà luglio. A conclusione la sen. Adriana Poli Bortone ha dichiarato «al di là dei simboli riprendiamoci i valori, l’identità e i percorsi della destra per dare all’Italia e all’Europa una destra moderna che sappia dare nuove risposte concrete non solo in termine di emergenze, ma soprattutto di progettualità».

Forza Italia e Pdl – Ma il dibattito sul “rinnovamento” tiene banco anche nel Pdl. Nei giorni scorsi, è stato l’ex premier Silvio Berlusconi ad annunciare il ritorno di Forza Italia. «Torna Forza Italia e sarò io a guidarla» ha dichiarato il Cavaliere. Dichiarazioni che hanno acceso il dibattito, anche in riva ai Due Mari. «La questione ritorno di Forza Italia, intesa come formula, modello organizzativo, nome da dare ad un movimento, non mi appassiona più di tanto – spiega Renato Perrini, vicecoordinatore vicario provinciale del Pdl. Ritengo che l’attenzione debba rivolgersi essenzialmente ai contenuti e non alla forma. Certo, l’esperienza del Pdl, che nasce con l’obiettivo di riunire a destra i moderati in una ottica di evoluzione di un sistema politico bipolare, va considerata sicuramente conclusa, almeno rispetto alle premesse. Qualunque sia però lo sviluppo futuro ritengo che l’impegno di tutti debba essere quello di proseguire lungo il percorso del radicamento sul territorio da tempo avviato, soprattutto nella nostra provincia».

«Fondamentale è il rapporto con la gente e l’attenzione per i problemi che interessano imprese e famiglie. Qualunque sia il nome, la forma, il sistema organizzativo, dobbiamo preoccuparci del lavoro, dell’ambiente, della salute dei cittadini. Troppe le emergenze che riguardano il nostro Paese e d in particolare la nostra provincia. La crisi dell’acciaio si aggiunge oggi alle già tante preoccupazioni che provengono dalla nota vertenza Ilva. Più che preoccuparci del nome da dare al partito – conclude Perrini – ritengo invece molto più utile occuparsi dello sviluppo del porto, piuttosto che del completamento delle necessarie infrastrutture, della riapertura dei cantieri, della riduzione delle tasse, dell’assegnazione dei lavori per le bonifiche e per l’ampliamento del porto, in via prioritaria, alle aziende del territorio. In ultimo una riflessione sulla questione leadership. Credo indiscutibile il fatto che si debba a Silvio Berlusconi il merito di aver rinnovato la politica italiana nel 1994 e di aver garantito negli ultimi venti anni la difesa dei fondamentali valori di libertà e democrazia. Non vi è alcuna riserva sulla sua leadership. Ritengo però che il dibattito su chi debba essere il numero uno rischi di portarci fuori strada e di distrarci rispetto alle reali priorità di cui la politica deve occuparsi».

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