Cronaca

Crisi infinita. E gli alberghi restano vuoti


«Perchè, c’è una campagna con lo slogan “Questa è Taranto”? Se questa è Taranto siamo davvero messi male». 

Della serie: Non ci resta che… ridere. E’ dura la vita degli albergatori tarantini, e degli operatori impiegati nel settore, che speravano di risollevare le sorti della propria attività con l’arrivo dell’estate. Invece, nulla. Le prenotazioni sono in calo, gli alberghi restano vuoti ed i numeri diventano da profondo rosso.

Chi si aspettava un boom di prenotazioni, sull’onda della campagna mediatica lanciata dalla Regione Puglia e da Puglia Promozione, deve scontrarsi con i freddi numeri. A poco meno di venti giorni dalla chiusura dell’iniziativa è già aria di flop.

Abbiamo intervistato alcuni albergatori tarantini per capire, numeri alla mano, quanto stia incidendo la campagna di comunicazione, varata da Vendola, e compagni sulle prenotazioni nelle strutture ricettive dell’arco ionico.

«Assolutamente no. Non abbiamo avuto nessun riscontro circa la campagna di comunicazione “Questa è Taranto” – ci spiega il sig. Lombardi, dell’area direzione del Park Hotel Mar Grande, in viale Virgilio – abbiamo lavorato con i nostri soliti clienti e con le visite militari. Certo, qualche straniero è venuto ma si tratta di numeri in linea con quelli degli anni scorsi. Ad ogni modo, nessuno si è avvicinato a seguito della campagna “Questa è Taranto”».

Basterebbero queste poche dichiarazioni per soppesare il riscontro dell’iniziativa. Ma, come detto, sono le cifre, quelle che contano. «Stiamo lavorando il 50% in meno rispetto allo scorso anno. Significa che se l’anno scorso, nello stesso periodo, c’erano una quarantina di clienti, adesso ce ne sono, a malapena, venti. Solitamente, i mesi in cui si lavora maggiormente sono quelli che vanno da marzo a giugno. Ma quest’anno è stata dura, anche durante quei mesi».

Non si tratta solo e soltanto di una “sensazione”. Gli affari, per gli albergatori, non vanno bene… realmente. A fare un primo bilancio (neanche a dirlo, negativo) è stata anche Giusy Ricchiuti, responsabile delle prenotazioni del Sud Hotel di Marina di Pulsano. «C’è una campagna con lo slogan “Questa è Taranto”? Se questa è Taranto stiamo davvero messi male». E, in merito, alle prenotazioni: «Posso tranquillamente dire che registriamo un calo del 30% rispetto all’anno scorso. Mi viene soltanto da ridere se penso ai cartelloni di “Questa è Taranto”». Le ragioni di fondo della crisi del settore, secondo la responsabile del Sud Hotel, sono addebitabili alle Istituzioni.

«La Provincia ed i Comuni non fanno assolutamente nulla per incentivare il turismo. Taranto e la sua provincia potrebbero tranquillamente vivere di turismo, proprio come fa, a pochi chilometri da qui, Otranto. E’ assurdo che non ci sia una quotidiana pulizia delle spiagge o che negli alberghi non ci siano cartine da dare ai turisti perché alle Pro Loco non danno soldi per stamparle».

Il nostro viaggio, nel mondo delle strutture ricettive, non poteva che concludersi con il presidente provinciale di Federalberghi, titolare del Giardino degli Aranci di Martina Franca, Francesco Palmisano. «Quantificare la campagna, in questo momento, è difficile – spiega il presidente Palmisano – anche perchè si concluderà alla fine di luglio. Un minimo incremento, una minima attrazione, l’abbiamo registrata. In questo momento direi il 5% in più rispetto alle previsioni fatte prima della partenza della campagna “Questa è Taranto”. Certo, se si fanno queste iniziative è poi si chiude il museo…».

Proprio su questo argomento si registra l’intervento di Irene Lamanna, presidente di Taranto Turismo: «Effettivamente in questo momento in cui stiamo puntando tutto sul turismo trovo questa chiusura un remare contro chi, quotidianamente, si impegna per la promozione del territorio attraverso ogni forma – spiega il presidente dell’associazione Taranto Turismo. Ritengo che la dirigenza (del Marta, ndr) dovrebbe essere più attenta alle esigenze di questa terra e non andare per una propria strada».

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