Cronaca

Partiti i Saldi estivi, le regole da seguire


Con l’apertura dei negozi di questa mattina sono partiti ufficialmente i Saldi estivi 2013. Un appuntamento atteso dai consumatori e, soprattutto, dai commercianti alle prese con le gravissime conseguenze della crisi economica in corso.

Anche per i saldi estivi si fa riferimento al Protocollo d’intesa ‘Saldi Sicuri’ tra Federmoda Confcommercio provinciale, Adoc, Adiconsum e Federconsumatori, finalizzato a definire le regole condivise a garanzia del consumatore.

E, puntuali come i Saldi, arrivano anche i consigli ai consumatori su come evitare di incorrere nei classici “bidoni”. Ecco le 10 regole d’oro della Federconsumatori di Taranto.

 

1- Girare per più negozi, confrontare i prezzi, a volte qualche giro in più consente di trovare prezzi più bassi.

2- Orientarsi verso beni che servono senza farsi prendere dalla frenesia dell’acquisto.

3- Acquistare prodotti o beni di cui si era a conoscenza del prezzo per valutare  effettivamente la convenienza dell’acquisto, servirsi preferibilmente di negozi di fiducia.

4- Diffidare delle vetrine interamente coperte da manifesti, ed inoltre diffidare di sconti pari o superiori al 60%.

5- Le vendite devono essere realmente di fine stagione. Quelle di risulta o di magazzino devono essere vendute separatamente.           

6- Su ogni prodotto è obbligatorio il cartellino indicante il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto in modo ben leggibile.

7- Diffidare, nel caso di capi di abbigliamento, di quelli che possono essere solo guardati e non provati.

8- Il pagamento può essere fatto con carte di credito o bancomat. Di ciò vi è obbligo del commerciante che possiede il POS.

9- Conservare lo scontrino quale prova di acquisto che in caso di merce fallata o non “conforme” obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato in base alle nuove normative di legge.

10- Per qualsiasi problema relativo a fregature nella vendita, protestate immediatamente o denunciate ai vigili urbani o all’ufficio comunale per il commercio.

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