Cronaca

Negozi, boom di furti


“Sì, questa è l’altra faccia della crisi”. Da pragmatico ‘uomo di campo’, il direttore di Piazza Italia di via Di Palma spiega così quanto accaduto nel suo negozio giovedì pomeriggio. Due ragazzi tarantini – accento e dialetto non mentono – che entrano nell’affollato store del centro con un bustone, lo riempiono di t-shirt e pantaloni, e poi tentano di scappare. Nessuna ‘furbata’: gambe in spalla e correre, via. “Non è la prima volta, anzi. La sera dobbiamo fare il conto della merce che ci manca perchè è stata rubata. A volte ce ne accorgiamo, a volte no. Comunque, ne vediamo di tutti i colori.

Chi prova a nascondere le cose nelle borse, chi si porta le forbici per strappare i targhettini, chi semplicemente arraffa qualche abito e si mette a scappare. Ovviamente, non è un fenomeno che riguarda solo noi: sappiamo che anche negli altri negozi o centri commerciali accade lo stesso, come negli alimentari. L’aumento dei casi è costante, più si sente la ‘crisi’ e più dobbiamo registrare furti di questo tipo”. Le conferme non mancano. Ed eccola, quindi “l’altra faccia della crisi”. La notizia non è più il ‘furto’, o ‘un furto al giorno’, ma che si perde il conto dei furti che si registrano in una giornata. Si porta via ciò che è necessario: abiti per coprirsi, cibo per mangiare. Un’escalation figlia di un’economia che sta morendo, a Taranto più che altrove. Qui, a mettere in fila tutte le vertenze si perde il conto. Tornando al punto, gli innocentisti potrebbero chiamarli furti per necessità, i colpevolisti notare che la crisi morde per tutti, e c’è chi fa i salti mortali – anche più – per rimanere onesto e pagare ciò che deve, sino all’ultimo centesimo. Fa impressione l’identikit del ‘nuovo ladro’, tratteggiato dai vari responsabili di negozi e boutique che confermano quanto dichiarato dal direttore di Piazza Italia: tarantino, insospettabile, disoccupato, di lungo corso o appena licenziato. L’uomo (o la donna: i casi sono in aumento esponenziale) qualunque.

Giovanni Di Meo

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