29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 13:43:57

Cronaca

Dopo lo sgombero la protesta al Comune


Il presidio, sotto le case che avevano occupato per un mese è mezzo, è andato avanti fino a tarda sera, anche quando gli assegnatari hanno preso possesso dei locali.

Stamattina, invece, gli “sgomberati” di via Guarini si sono dati appuntamento per raggiungere, compatti, Palazzo di Città.

Ieri, le forze dell’ordine hanno dato attuazione all’ordinanza di sgombero dell’immobile di Tramontone. Dodici famiglie hanno dovuto abbandonare i locali. Tra loro anche molti bambini.

Uno scenario che si è ripresentato questa mattina, sotto il Municipio. Immutate anche le richieste: «Vogliamo incontrare il sindaco Stefàno. Lui ci aveva promesso che nessuno ci avrebbe sgomberato se prima non fosse stata trovata un’altra soluzione. Ormai abbiamo perso fiducia nella magistratura tarantina – afferma Rocco De Pace in rappresentanza di quelle famiglie – siamo pronti ad inoltrare una denuncia al Tribunale di Potenza. Sono state commesse delle irregolarità nelle assegnazioni di alcuni alloggi del comune. Per questo pretendiamo chiarezza».
La tensione si taglia a fette. Il pianto dei bambini riecheggia nel portone di Palazzo di Città quando viene concesso, in tarda mattinata e soltanto ad una delegazione composta da quattro persone, di incontrare il segretario Licciardello. In assenza del sindaco sarà lui a dover sbrogliare la matassa relativa agli “sgomberati di via Guarini”. Al momento di andare in stampa si cercava una soluzione per garantire un alloggio alle dodici famiglie sgomberate dagli alloggi di via Guarini.

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