26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Eni, dopo la puzza di gas scatta il sit-in


Un nuovo sciopero, da questa mattina alla raffineria Eni, indetto dalle rsu di Fim, Fiom e Uilm e lo Slai Cobas. I lavoratori delle ditte appaltatrici stanno tenendo anche un sit in (un momento nella foto dello Studio R. Ingenito) davanti a due vari, l’ingresso principale e quello di entrata e uscite delle autobotti.

La decisione di scioperare è stata presa dopo l’assemblea tenutasi ieri mattina a fronte del mancato rientro dei lavoratori della De Pasquale e della Rendelin; mentre nello stesso tempo quest’ultima ditta, la Rendelin, ha dichiarato l’apertura della procedura di mobilità per tutti i 13 lavoratori in forza. Gli operai avevano già tenuto alcune giornate di sciopero a giugno. 

«Ancora una volta la nostra provincia, già martoriata da una serie enorme di problemi – si legge nella nota dei sindacati – diventa scenario di una ulteriore beffa a danno dei lavoratori locali i quali si vedono preclusa la possibilità di continuare a lavorare all’interno dell’appalto Eni. Nello specifico 23 lavoratori della De pasquale aspettano da 4 mesi di essere transitati nell’azienda subentrante, che deve farsi carico dei lavoratori. Siamo adirati per la sordità del aziende preposte al travaso: Icom di Cagliarti, Tecnomec di Altamura, Ecologista Servizi di Taranto che tentano di scaricare sui lavoratori le conseguenze dei risultati di una gara d’appalto, acquisita con il massimo ribasso». Lavoratori preoccupati dunque per il futuro delle loro famiglie e motivati a difendere il loro posto.

«Lo Slai cobas della Rendelin – spiega il sindacato – aderisce allo sciopero, ma questa volta la lotta deve portare ad un risultato per tutti i lavoratori: clausola di salvaguardia per il passaggio immediato dei lavoratori in tutti i cambi di appalto e conservazione dei livelli, contratti e diritti acquisiti».

Una giornata di sciopero dunque al centro di una settimana dove l’Eni era già protagonista. Riflettori puntati sulla raffineria tarantina, infatti, dopo il blackout di lunedì con la conseguente fuorisciuta di fumi neri dalle torri dell’Eni e lo sversamento di greggio in mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche