11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

Zone Franche, l’ultima gaffe del Comune


TARANTO – «La Corte dei Conti ha registrato nelle scorse settimane il decreto interministeriale del 10 aprile 2013 con il quale si stabiliscono in maniera dettagliata ambito di applicazione della normativa, beneficiari e agevolazioni concedibili. Dalla lettura del decreto si evince che le Regioni collocatesi ai nastri di partenza sono la Sicilia, la Calabria e la Campania. In pratica partono le Zone Franche Urbane ma la nostra Regione resta la palo». 

La notizia ha del clamoroso: la Puglia, e con essa anche Taranto, è stata esclusa dalle Zone Franche, ovvero quei territori all’interno dei quali le attività economiche fruiscono di un regime fiscale vantaggioso. Una sorta di “paradiso fiscale” per quelle aziende che decidono di aprire i battenti della propria attività nell’ambito della Zfu. Una manna dal cielo per lo sviluppo… degli altri. Infatti: Tamburi, Croce, Porta Napoli e Paolo VI, ovvero le aree inizialmente interessate dal progetto, restano a bocca asciutta.

Per capire le origini del “cortocircuito” abbiamo contattato Marcello Carone, dottore commercialista, amministratore della Progea srl, una società composta da professionisti tarantini, nata nel 2008 in previsione dell’attivazione delle Zfu. «Quell’anno abbiamo promosso una serie di iniziative con l’obiettivo di spiegare agli imprenditori tarantini la svolta che poteva rappresentare per il nostro territorio, e per la loro attività, l’attivazione della Zona Franca Urbana a Taranto – spiega il dott. Carone. Successivamente il Comune ci ha affidato la gestione di un sportello informativo, a carattere gratuito, dedicato proprio alle imprese tarantine. Successivamente, la normativa è stata tagliata per essere poi ripristinata nel 2012».

Lo scorso maggio la svolta: il Ministero dello Sviluppo Economico emana il decreto che dà avvio alle Zfu. «Questo decreto è stato registrato anche alla Corte dei Conti. E’ stato in quel frangente che ci siamo accorti che la Regione Puglia è rimasta fuori dalla Zfu – afferma il professionista tarantino. Della vicenda si è interessato anche l’ex deputato Ludovico Vico che ha contattato il dirigente capo della Regione delegato a seguire la vicenda. Purtroppo non è stato ancora possibile riuscire a capire se la Regione sia rimasta fuori volontariamente o per un’errata comunicazione. Ad ogni modo, pare vogliano procedere con risorse proprie».

Da valutare le mancanze della Regione Puglia. L’unica certezza, almeno per ora, sono le assenze ed i silenzi del Comune. «Non riusciamo a capire come mai l’Amministrazione comunale non si stia interessando alla questione». E il sindaco Stefàno? «Ho incontrato il sindaco per caso. L’ho informato di tutto. E’ rimasto stupito, non ne era al corrente. Mi ha promesso che chiederà conto alla Regione. Ma da allora non ho saputo più nulla».

Nei prossimi giorni cercheremo di stringere il cerchio attorno alla vicenda che costituisce l’ennesima beffa per Taranto e per i tarantini.

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