25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:45:36

Cronaca

“Tumori a Taranto? Colpa delle sigarette”


“L’Ilva non ha colpe”. Le cause del tumore ai polmoni dei tarantini sono da ricercare in altri fattori, a cominciare dal “fumo di tabacco e alcol, nonché nella difficoltà nell’accesso a cure mediche e a programmi di screening”.

E’ uno degli estrosi passaggi della consulenza di 44 pagine che il commissario straordinario dell’Ilva, Enrico Bondi, allega alla lettera inviata a fine giugno al governatore della Puglia, Nichi Vendola e all’Arpa. 

Immediata la reazione del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che ha deciso di convocare il Commissario straordinario dell’Ilva nelle prossime ore.

Nella lettera Bondi contesta i criteri adottati dall’Arpa e dalla Regione Puglia sul danno sanitario prodotto dal siderurgico. Ma quello che colpisce è il dossier firmato dai consulenti dell’Ilva Paolo Boffetta, Carlo La Vecchia, Marcello Lotti e Angelo Moretti, che contestano le conclusioni dell’Arpa, della magistratura e degli esperti del ministero della Salute autori dello studio ‘Sentieri’ sull’impatto delle emissioni dello stabilimento.

Riferendosi proprio alla diffusione del tumore ai polmoni, i consulenti sembrano riproporre vecchie tesi care alla famiglia Riva. Scrivono che le neoplasie non dipendono dall’inquinamento prodotto dal siderurgico ma dagli stili di vita dei tarantini perché “é noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni ’70”.

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