Cronaca

Ilva, Gianni Florido resta ai domiciliari


TARANTO, 15-05-13 ARRESTI DA PARTE DELLA GDF DI GIANNI FLORIDO PRES PROVINCIA DI TARANTO DEL CONS MICHELE CONSFERVA E DELL'EX SEG GEN DELLA PROVINCIA VINCENZO SPECCHIA NELLA FOTO FOTO RENATO INGENITO/ANSA

Gianni Florido non può tornare libero, l’istanza va rigettata. Una decisione che lascia aperto più di uno scenario, dimostrando che dal fronte giudiziario molte novità sono in arrivo in merito al caso Ilva.

Il tribunale dell’appello ha infatti respinto il ricorso con il quale i legali dell’ex presidente della Provincia, Florido (Pd), chiedevano la remissione in libertà del loro assistito. L’atteso verdetto è arrivato in mattinata. Florido, arrestato il 15 maggio scorso nell’ambito dell’inchiesta Ambiente Svenduto, resta quindi agli arresti domiciliari, cui è sottoposto dopo alcuni giorni passati in carcere.

Il filone d’indagine, come è noto, è quello relativo ai rapporti ‘inquinati’ tra l’Ilva – tramite l’ex responsabile delle relazioni istituzionali, Girolamo Archinà – e la città ‘che conta’, in questo caso la politica. Per gli inquirenti, Florido avrebbe favorito il siderurgico nella questione dell’autorizzazione alla discarica Mater Gratiae, interna al gigantesco stabilimento tarantino.

Nel loro ricorso, i legali di Florido, avvocati Carlo e Claudio Petrone, avevano rimarcato che “le ormai certamente irrevocabili dimissioni dalla carica di presidente della Provincia (presentate subito dopo l’arresto, ndr), il totale mutamento del quadro politico provinciale determinato dallo scioglimento del Consiglio e della Giunta provinciale, la nomina del prefetto dott. Mario Tafaro quale Commissario Prefettizio alla guida dell’Ente, ormai in piena attività amministrativa anche attraverso la nomina di nuovi soggetti nell’ambito dell’Ente, costituiscono elementi nuovi, trascurati nell’impugnata ordinanza”.

Gli stessi legali scrivono di un “sempre più determinato convincimento di una irreversibile uscita dalla scena politica” di quello che era stato il potentissimo dominus della Cisl prima e del Partito Democratico tarantino poi; elementi che però non sono bastati per ridargli la libertà.
Questo fa pensare che dall’inchiesta emergeranno altri, e nuovi elementi, nella sciarada giudiziaria che fa perno sul più grande stabilimento siderurgico d’Europa, anche in ragione del fatto che – nonostante i rumors provenienti da via Marche – l’indagine non sia ancora chiusa.

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