Cronaca

Il sindaco Stefàno si è accorto dello scippo


«Dopo aver appreso dagli organi di stampa notizie frammentarie in ordine alle più recenti determinazioni delle autorità governative centrali sulle Zone Franche Urbane e della posizione in ordine ad esse assunte dalla Regione Puglia, avverto l’esigenza di inviarle questa nota». 

A distanza di otto giorni, dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale che istituisce le Zone Franche Urbane, il Sindaco Ippazio Stefàno si è finalmente accorto dello “scippo”.

Taranto, infatti, non rientra nel novero delle città che riceveranno finanziamenti utili ad incentivare “sgravi fiscali” per le attività che decideranno di insediarsi nelle Zone franche. L’11 luglio, infatti, è stato pubblicato il decreto che porta la data dello scorso 10 aprile. Da mesi, quindi, si sa che il capoluogo ionico è stato tagliato fuori dai fondi per i quali, sin dal 2007, erano già pronti i quartieri: Tamburi, Croce, Paolo VI e Porta Napoli.

Il sindaco, per sua stessa ammissione ha «appreso dagli organi di stampa». Per questo si è attivato (ma a distanza di otto giorni dalla pubblicazione del decreto) per chiedere spiegazioni alla Regione. In una lettera, indirizzata all’assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone ed al presidente Nichi Vendola, l’appello del sindaco.

«Avverto l’esigenza di inviarle questa nota allo scopo di ricevere puntuali notizie e garanzie per Taranto, considerato che essa già rientrava nel novero delle città già riconosciute nel 2007 dal Governo nazionale, risultando saldamente attestata nelle prime posizioni di graduatoria.
E’ una questione di importanza strategica per il nostro territorio – afferma Stefàno – per cui non possiamo nemmeno lontanamente immaginare che, dopo un lungo, tortuoso e difficile cammino per giungere a quel riconoscimento, possano frapporsi ipotesi di lavoro che ne compromettano il raggiungimento. Non ci stancheremo mai di sostenere, e con particolare forza, che Taranto ha bisogno di fattori di rilancio e di crescita (come la Zfu), considerato l’alto tasso di tributo che ha pagato per la crescita economico-industriale del nostro Paese. Riteniamo necessario, in virtù di ciò, sentire sempre più stretta la vicinanza delle istituzioni, in primis quella regionale, in questo sforzo di ripresa economica che il capoluogo jonico sta mettendo in atto. E’ per queste ragioni, sinteticamente rappresentate, che le chiedo elementi di chiarezza e di garanzia per Taranto».

Da giorni Taranto Buonasera porta avanti una inchiesta sullo “scippo” perpetrato ai danni del capoluogo ionico, relativamente alle Zone franche. Abbiamo parlato con dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico, ex deputati (che hanno promosso e caldeggiato le zfu) e professionisti tarantini che per anni si sono spesi per far rientrare Taranto nel provvedimento. Finora il Comune era rimasto silente. La Regione, con una mossa a dir poco discutibile, si è tirata fuori dal provvedimento, scegliendo di “finanziare gli interventi con propri strumenti”. Inspiegabili assenze e grossolani errori che rischiano di costare caro ai tarantini.

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