21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Tutti zitti alla Cdc, in attesa dell’udienza


Dal centralino fanno sapere che “il presidente Sportelli, stamattina, non è in sede”. Secondo altri avrebbe convocato, con una certa urgenza, un summit di maggioranza per discutere della richiesta di rinvio a giudizio che ha colpito i vertici della Cdc.

Ad ogni modo, nessuno parla alla Cittadella delle Imprese, nonostante la richiesta inoltrata dal pm pesi come un macigno. La vicenda affonda le radici nel concorso da segretario generale dell’Ente camerale. Su quella nomina, poi annullata in autotutela, dovrà esprimersi il Gup del Tribunale di Taranto, Valeria Ingenito, per vagliare la posizione di sei persone. Ad accendere i riflettori su quel concorso, con l’ausilio di un esposto, fu il consigliere Roberto Falcone.

Il sostituto procuratore Remo Epifani ha chiesto il processo per tutti gli indagati nell’inchiesta. L’ipotesi di reato formulata dal pm è quella di tentativo di abuso d’ufficio e riguarda l’attuale presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli, Leonardo Giangrande, all’epoca in cui si sono svolti i fatti vicepresidente della Cdc, i consiglieri camerali Paolo Nigro e Riccardo Caracuta, il rappresentante di Unioncamere Ugo Girardi.

In pratica si tratta dei componenti della commissione che aveva valutato i candidati al concorso di segretario generale. Anche il dirigente Tommaso Valentino (risultato poi vincitore di quel concorso) dovrà spiegare al gup la sua posizione nella vicenda. Tutti le persone coinvolte nella vicenda hanno preso le distanze dalle presunte irregolarità. Ma a stabilire se gli indagati debbano andare a processo sarà il Gup che a partire dal prossimo 7 novembre inizierà ad occuparsi della vicenda per valutare se ci siano gli estremi per il rinvio a giudizio.

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