Cronaca

Furti di rame, illuminazione in tilt a Manduria


MANDURIA – Sei chilometri di cavi elettrici rubati e il sistema di illuminazione pubblica in diversi quartieri periferici va in tilt. E’ allarme tra il rione Barci, dove sono ubicate diverse aziende e San Pietro in Bevagna, località frequentata da turisti.

La ditta incaricata della manutenzione ha presentato una richiesta di pagamento del materiale impiegato per la ricostruzione della rete la cui somma si aggira intorno ai 50mila euro.

Alcune strade restano al buio e naturalmente i disagi non sono pochi per i cittadini. Oltre al rame di cui sono composti i fili elettrici, i ladri pare stiano portando via anche i coperchi in ghisa che ricoprono i tombini.

Furti che possono provocare danni agli automezzi e che mettono a serio rischio l’incolumità delle persone.

Le forze dell’ordine hanno intensificato o i controlli sul territorio. I ladri, di “oro rosso” sono diventati esperti e in grado di evitare i rischi legati alla tensione elettrica che hanno imparato a neutralizzare, agiscono soprattutto nelle ore notturne lasciando interi quartieri senza illuminazione.
In qualche circostanza si è però sfiorata la tragedia.

Nei giorni scorsi, infatti, è accaduto nel capoluogo jonico dove un ladro di rame che aveva preso di mira un cabina elettrica è rimasto folgorato ed è stato ricoverato, in gravi condizioni, in ospedale.

Un chilo di rame rubato al mercato viene pagato da un minimo di 4 a un massimo di 7 euro, con una media che si assesta sui 6 euro. Cento chili di rame si trovano abbastanza facilmente e fanno intascare ai ladri una bella cifra.

Un valore che si muove, anche se può sembrare strano visto che si tratta di rottamatori di piccolo o medio calibro, con le valutazioni mondiali della borsa che segnalano che il rame raggiungerà proprio quest’anno il suo massimo storico, toccando i 9mila dollari a tonnellata.
I ladri di rame diventano una sorta di termometro di mercato, più cresce il prezzo, più aumentano i furti.

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