27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

Accordo per esportare il vino tarantino


Una corsia preferenziale offerta ai nostri esportatori di vino per un particolare e sollecito accesso al credito? Michele Dioguardi, presidente di Interfidi, ci crede e coglie al volo il pacchetto “Unicredit International per il Vino” che punta a portare il made in Italy nel mondo.

E così, in piena concordanza con il Consiglio d’amministrazione e la Consulta Agricola dell’Ente (Confagricoltura, Cia e Coldiretti) predispone un “accordo quadro per il supporto alla internalizzazione delle aziende vinicole attive sul territorio jonico. Naturalmente”, dice Dioguardi, “prima di mettere definitivo nero sul bianco nella salvaguardia delle specifiche esigenze dei piccoli, medi e grandi produttori del territorio, ho ritenuto di ascoltare i diretti interessati, supportati dalle rispettive associazioni di categoria, per raccogliere dal vivo adesioni, suggerimenti e, perché no?, anche perplessità da vagliare e magari superare insieme”.

Tutto qui il senso dello speciale workshop tenutosi martedì 23 luglio nella Sala del Mare (Cittadella delle imprese) cui ha voluto partecipare lo stesso presidente della Camera di commercio, Luigi Sportelli, a rimarcare “la nostra attenzione al mondo agricolo in difficoltà nell’accesso al credito” e quasi a rivendicare la paternità dell’Ente camerale su Interfidi, vera e propria costola attiva della Camera di commercio nel garantire l’accesso al credito di tutti i suoi associati. Ma Sportelli ha anche ricordato la recente apertura di rapporti commerciali con la Serbia, “importante oltre che per il suo mercato interno, per essere una sorta di pass par tout verso tutti i mercati dell’Est”, in uno con dodici C. di C. del Sud onde fare massa critica sul mercato internazionale”.

Manco a dirlo, protagonisti principali, anche nella parte di incassatori delle pur pesanti critiche rivolte a muso duro dagli imprenditori presenti, sono stati i tre rappresentati di Unicredit: il dottor Padolecchia, responsabile per Puglia e Basilicata dell’area di sviluppo, accompagnato dal collega dottor Melillo, e la loro interfaccia tarantina, il direttore Vito Pascale. Ma anche le associazioni di categoria, pur dichiarando ottima la proposta Unicredit mediata dalla fattività operatività dell’apparato organizzativo di Interfidi, qualche appunto al sistema bancario in generale, non lo hanno certo mandato a dire.

Nicola Spagnulo, presidente della Cia: “Non bello, bellissimo il supporto Unicredit agli esportatori di vino, ma vorremmo lo stesso interesse, uguale attenzione e identica apertura di credito nei confronti delle altre specificità agroalimentari joniche. Specie per il fresco. Penso alla produzione agrumicola, ortofrutticola, ad esempio, le cui esportazioni meritano altrettanta attenzione bancaria”. Alfonso Cavallo, presidente della Coldiretti: “Accordi, carte se ne fanno a iosa, ma poi restano lì impantanati in un groviglio burocratico e spesso pretestuosi cavilli…chiediamo pertanto, meno carte e più comportamenti pragmatici. Lo dico francamente: credo che la Banca deve cominciare a pensare da imprenditore e non più da operatore terzo nella filiera tra produzione e commercializzazione. Ad ogni buon conto, ben venga questo accordo. E’ buona cosa”.

Più o meno sulla stessa linea Luca Lazzaro, vice presidente Confagricoltura, il quale, pur spaziando su oggettive problematiche del credito in agricoltura, ha decisamente “accolto, e considerato, come ottimo viatico per l’allargamento ad altre linee produttive questo accordo sull’esportazione vinicola attualmente sull’onda della considerazione dei mercati esteri soprattutto grazie alla qualità del prodotto jonico”.

Qualità, per altro, rivendicata dai produttori presenti i quali senza mezzi termini, e in estrema sintesi, hanno detto all’istituto di credito: “Voi vantate 22 fattive presenze all’estero, bene attivatevi per scandagliare in loco autentiche potenzialità e valori etici degli importatori. Siamo scottati dagli abusati bee to bee rivelatesi poi dei puri e semplici vacanzieri spesati. Insomma, chiediamo, aiuto organizzativo, protezione e garanzie. Specie noi, piccoli esportatori che non possiamo fare massa critica e dettare condizioni. Di nostro, possiamo metterci la qualità, questo è certo”. Dunque, una convinta condivisione dell’accordo, ultimo atto preferiale dell’innovativa gestione Interfidi a presidenza Michele Dioguardi. Hanno partecipato fra gli altri: il dottor Mario Di Maggio, Confagricoltura e Vito Rubino, direttore Cia.

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