Cronaca

Puzza di gas dall’Eni. Nuovo esposto


Quaranta firme per un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto, in seguito a quanto accaduto, l’8 luglio, all’interno dello stabilimento Eni di Taranto. Il documento é stato sottoscritto dai tarantini dell’associazione “Cittadini di Taranto in Piazza” che stamattina hanno incontrato i giornalisti per illustrare i motivi dell’esposto, presentato a cura dell’avvocato Leonardo La Porta.

Il nuovo esposto confluirà nel fascicolo di inchiesta già aperto dalla Procura dopo che, a seguito di un forte temporale e di un black out che si era verificato nella raffineria tarantina, c’era stato uno sversamento in mare, dal canale dello stabilimento, di sostanze petrolifere.

La mancanza di energia elettrica, inoltre, aveva fatto scattare l’accensione delle torce. Oltre allo sversamento in mare di materiale oleoso, che fortunatamente non ha preso il largo, per alcuni giorni in città si é anche sentito un forte odore di gas, che ha provocato diversi malori tra i tarantini. La raffineria Eni é stata anche oggetto di accertamenti da parte dell’Arpa. L’agenzia per la protezione dell’ambiente aveva confermato la provenienza dell’odore di gas dall’Eni, mentre i manager escludevano loro responsabilità.

«Abbiamo presentato questo esposto – spiega l’avvocato La Porta – per chiedere alla procura se si sia trattato di incidente rilevante. In tal caso, quindi, vorremmo sapere se il gestore ha comunicato agli enti preposti l’accaduto e se ha posto in essere tutto ciò che impone la legge. In Italia, infatti, ogni azienda é obbliagta a dare comunicazione di ogni “incidente rilevante”. Poiché in questo caso ci sono state delle persone che sono state ricoverate in ospedale, lo stesso sindaco ne ha dato comunicazione e soprattutto l’Arpa ha detto con certezza che si é trattato di emissioni Eni, l’azienda ha attivato tutte le procedure? Qualora non lo avesse fatto, oltre a compiere reato, non avrebbe consentito allo Stato di intervenire affinché simili episodi non accadano più».

Intanto gli accertamenti e le attività condotte sono al vaglio della magistratura, al quale ora si aggiunge il nuovo esposto.

In questo periodo riflettori puntati sull’Eni non solo per l’eventuale danno ambientale, ma anche per la vertenza che vede protagoniste le ditte appaltatrici.

Oggi pomeriggio infatti torna a riunirsi il tavolo istituzionale in prefettura tra i sindacati, il direttore dell’Eni, Carlo Guarrata, e il presidente di Confindustria, Enzo Cesareo. Nelle scorse settimane, infatti, i lavoratori dell’indotto hanno scioperato e manifestato davanti agli ingressi della raffineria, contro mobilità licenziamenti. Ora la trattativa sulla vertenza é anche nelle mani del prefetto Claudio Sammartino che dovrebbe trovare una soluzione per i dipendenti delle nuove ditte dell’appalto, la Rendelin e la De Pasquale, i quali vogliono essere assorbiti da quelle subentranti avere quindi la continuità occupazionale.

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