Cronaca

“Ilva di Taranto, ecco la lobby dei rifiuti”


“Potentati locali”, “partito opaco e sotterraneo”. Le parole che il giornalista Luca Piana, su L’Espresso, attribuisce al senatore Massimo Mucchetti, Pd, presidente della Commissione Industria del Senato, in merito alla questione delle discariche Ilva, sono chiarissime. 

Anche il settimanale del Gruppo De Benedetti, nell’edizione in edicola, si focalizza quindi sul tema individuato già il 20 luglio da Taranto Buonasera, con un editoriale a firma del nostro direttore Michele Mascellaro, come cruciale per le sorti dello stabilimento siderurgico e della bonifica di Taranto. A inizio 2014, si legge nell’articolo de L’Espresso, le discariche interne saranno colme, e per questo il commissario straordinario individuato dal governo, Enrico Bondi, chiede di poterne utilizzare altre, sempre all’interno del sito industriale, che dovrebbero essere sufficienti a smaltire i rifiuti speciali prodotti nel ciclo di lavorazione dell’acciaio per circa 35 anni.

A mettersi di traverso, però, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Scrive Piana nel suo lungo pezzo: “Vendola ha fatto pressioni perché il ministero imponga l’utilizzo di tre discariche di proprietà privata, localizzate sempre nel territorio di Taranto. Si tratta di quelle gestite da società che si chiamano Italcave, Vergine e Ecolevante, dove già vennero accolti i rifiuti arrivati da Napoli, quando Vendola offrì il suo aiuto per affrontare l’emergenza spazzatura in Campania”.

In quell’occasione i guadagni per le tre discariche tarantine furono ingenti.

Se dovesse passare la linea sostenuta con forza da Vendola, rivela L’Espresso, il costo per l’Ilva (da leggersi anche come guadagni per Italcave, Vergine ed Ecolevante) sarebbe di una cosa come centotrenta milioni subito, più quindici l’anno in modo strutturale. Una cifra enorme e, ha detto Enrico Bondi, non in possesso di un’azienda chiamata a compilare il piano industriale e ad affrontare una spesa di 1,8 miliardi di euro per l’applicazione dell’Aia, anche grazie a quei contributi delle banche per le quali il risanatore della Parmalat ha speso tutta la sua credibilità. “Una questione vitale, quella delle discariche”, secondo Bondi.

Diventato inviso al governatore della Puglia, spiega Piana nel suo articolo, proprio per la diatriba relativa all’affaire rifiuti.

Lo stesso senatore democratico Mucchetti avrebbe chiesto conto al presidente della Regione della proposta: chi sono i proprietari delle discariche? Sono attrezzate per ricevere questo genere di rifiuti? “Il senso della risposta è chiaro: c’è una discarica, quella interna, che non andrà mai bene, e ce ne sono altre che invece andranno certamente bene” il ‘riassunto’ fatto da Mucchetti. Che poi accusa: “C’è un partito sotterraneo e opaco che punta ad un grande affare: smantellare tutto”.

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