31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Cronaca

Ilva, Ronchi: “No alle discariche esterne”


“Anche migliorando, come faremo, le attività di riciclo dei rifiuti, si produrrà una significativa quantità di rifiuti, destinata a crescere con le attività di bonifica e quindi serviranno nuove discariche. Continuerò a cercare un’intesa con tutti i livelli istituzionali su tre punti: sarebbe meglio smaltire questi rifiuti in discariche interne dell’Ilva per ragioni ambientali (evitare l’impatto del trasporto e quello dei traffici non sempre controllabili date le ingenti quantità di rifiuti prodotti), per ragioni di tempi ( trovare soluzioni idonee, stipulare contratti, eccetera, richiedono tempi troppo lunghi) e per ragioni economiche (stiamo parlando di una capacità di oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti il cui smaltimento in discariche esterne costerebbe intorno ai 400 milioni di euro)”. 

Così il subcommissario per l’Ilva, Edo Ronchi, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno parla del nodo-discariche, decisivo per le sorti del siderurgico. 

“Abbiamo due discariche interne, ha aggiunto Ronchi, per rifiuti pericolosi e per rifiuti non pericolosi,dalla positiva valutazione d’impatto ambientale e la cui collocazione e il cui progetto sono già stati giudicati ambientalmente idonei; noi siamo in grado di progettare e realizzare modalità di costruzione e di gestione di queste discariche perfettamente a norma. Se tutti i livelli istituzionali fossero d’accordo su questi tre punti, senza aprire conflitti sulle competenze né affidandoci a opinioni singole, si potrebbe recuperare il ritardo accumulato dal 2007”.

Nella stessa intervista, Rochi dice quale sarà il modello da seguire per il risanamento dell’Ilva: “In Germania a Duisburg c’è un’acciaieria della TyssenKrupp, che produce più acciaio dell’Ilva, 8,5 milioni di tonnellate annue, con lo stesso ciclo produttivo e quell’ impianto, vicino alla città, funziona in modo sostenibile. Perché mai non dovremmo riuscirci anche noi?”. Entro metà novembre, ha aggiunto l’ex ministro dell’Ambiente, dovrebbe esserci pronto il Piano che deve prevedere azioni e tempi necessari per garantire le prescrizioni dell’Aia. Dovrà anche garantire il rispetto delle prescrizioni di legge in materia non regolate dall’Aia, cioè gestione dei rifiuti, scarichi idrici e di gestione delle acque di prima pioggia. L’istruttoria delle misure è stata avviata, restano da fare alcune verifiche dei tempi.

 

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