31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Cronaca

Discariche Ilva, lanciato un Sos ai Sindaci


Chiarezza sul caso discariche dell’Ilva, una richiesta che si fa sempre più pressante, per la quale Taranto Buonasera ha avviato nelle scorse settimane un’inchiesta giornalistica. Da Grottaglie, è il comitato ‘Vigiliamo per la discarica’ a lanciare un Sos ai Sindaci del territorio in merito alla possibilità che i rifiuti dal siderurgico possano essere smaltiti fuori dallo stabilimento. Con tutte le conseguenze del caso per l’ambiente.

Sull’argomento ha puntato i fari anche il settimanale L’Espresso, nei cui confronti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha annunciato una querela, come per il nostro giornale, ‘colpevole’ di aver ripreso – come si dice in gergo giornalistico – un articolo del prestigioso settimanale in cui emerge l’ipotesi che dietro la strenua opposizione di Vendola alla nomina di Enrico Bondi a commissario per il siderurgico ci sia proprio la questione dello smaltimento dei rifiuti del siderurgico. Tesi smentita dal governatore pugliese.

E’ stato il Sole 24 ore, invece, nell’edizione del 2 agosto, a scrivere che “sui parchi minerali, dove sono stoccate le materie prime, Ronchi ha poi annunciato che l’azienda intende affidare i lavori entro fine agosto ma prima occorrerà risolvere il problema del deposito dei terreni che saranno smossi a seguito degli stessi lavori. Si tratta di terreni contaminati”.

“Dove saranno depositati questi terreni?” si chiede Vigliamo per la discarica. “Siamo sicuri che non siano destinati alle discariche per rifiuti speciali della provincia di Taranto, Ecolevante, Vergine e Italcave? E qualora lo fossero, chi si preoccuperà di chiedere e ottenere controlli e garanzie per la salute e per l’ambiente?” Il timore del comitato è che “il disastro ambientale invece di essere eliminato non venga semplicemente spostato da Taranto alla provincia.

Cosa intendono fare i sindaci Alabrese, Tarantino, Miccoli, Macripò? Quali garanzie si stanno affrettando a chiedere? Quali controlli sull’aria, il terreno e le falde acquifere? E il Sindaco Alabrese, ha effettuato quanto approvato nell’odg del Consiglio comunale del 4 febbraio scorso? Ha richiesto alla Provincia di attuare entro 60 giorni, attraverso l’Agenzia regionale protezione ambientale, controlli puntuali e mirati sulle matrici ambientali e in particolare su percolato e acqua? Ha avviato presso la Regione la rivisitazione della Autorizzazione integrata ambientale che scade quest’anno? Quali sono le risposte avute da Arpa e Regione?”.

Domande alle quali ci si attende una risposta. Chiara e certa.

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