24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca

“I problemi ci sono, i fondi pure”


«Il Piano Regionale Politiche Sociali per il triennio 2013-2015 della Puglia è strumento di programmazione, continuità e innovazione per dare garanzie di consolidamento e  sviluppo al sistema dei servizi sociali e sociosanitari integrati della Regione. L’obiettivo di questo terzo Piano è la costruzione di un sistema di servizi proteso al miglioramento della qualità della vita. Il Piano, fondato su un maggiore livello di conoscenza del sistema di welfare, indica priorità di intervento che richiedono adeguata concentrazione delle risorse finanziarie e degli sforzi attuativi in tutti gli Ambiti territoriali».

E’ quanto scrive, in una nota, il Consigliere regionale del Pd Anna Rita Lemma che ricorda che «in totale Taranto e la sua provincia dovrebbero ottenere 10 milioni di euro, solo per la prima annualità (2013)». 

«Saranno rese disponibili dalla Regione – ricorda la Consigliera regionale -, all’atto della approvazione dei Piani sociali di Zona, risorse pari a 35.714.000,00 (prima annualità) subordinatamente all’effettivo trasferimento delle risorse nazionali. I Comuni saranno chiamati ad un cofinanziamento pari al 100% di quanto trasferito loro (frutto della somma di Fondo Nazionale Politiche Sociali, Fondo Nazionale Non Autosufficienti, Fondo Globale Socio assistenziale). Altri fondi dovranno essere resi disponibili dalle Asl ed, eventualmente, da forme di contribuzione privata».

«La provincia di Taranto – scrive Anna Rita Lemma – è divisa in sei ambiti. Sarà destinataria, per effetto dei trasferimenti, di 5 milioni 200 mila euro, circa; vanno aggiunti 337.747 euro di dotazione alla Provincia e le risorse (da calcolare) del Fondo di Coesione e Piano di Azione. In totale, Taranto e la sua provincia dovrebbero ottenere 10 milioni circa, solo per la prima annualità (2013)».

«Tutto ciò è particolarmente utile – conclude – in una fase così critica dal punto di vista economico e sociale. Ai Comuni, soprattutto, l’onere di individuare gli obiettivi prioritari che il territorio pone in evidenza. I problemi ci sono, i fondi pure. Bisogna attivarsi per progettare, programmare e spendere sino all’ultimo euro disponibile. Spendere bene, spendere tutto».

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