Cronaca

Inquinanti Ilva: i dati del monitoraggio


TARANTO – L’Arpa Puglia ha condiviso sul web i dati del monitoraggio degli inquinanti dell’aria all’interno dell’Ilva. Sono i primi dati che vengono raccolti con le nuove centraline interne.

L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente, sul proprio sito internet, ha pubblicato di dati prodotti dalla rete di monitoraggio della Qualità dell’aria interna allo stabilimento tarantino, precisando che tali dati non sono soggetti ai limiti del d.lgs. 155/2010, in quanto provenienti da postazioni interne ad un ambiente di lavoro. I dati sono al momento forniti in forma tabellare, come file giornalieri. Dall’Arpa, i vertici in vacanza non danno alcuna interpretazione dei primi numeri emersi.

Nella tabella in basso il monitoraggio della giornata del 13 agosto. Ecco invece per esempio i dati registrati nella giornata del 15 agosto dalla diverse centraline. Quella della cokeria ha registrato 30,2 ug/m’ di Acido Solfridrico (H25). Lo stesso che dalla centralina della direzione é stato di 1,3, dalla centralina Riv 2,6, da quella dei parchi1,8 e da quella del quartiere Tamburi O,8. Nella stessa giornata gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) sono stati dalla cokeria di 65,7 ng/m3, dalla direzione di 4,7, dal Riv di 13,5, dai Parchi di 3,8 e dal quartiere Tamburi di 16,8. Il Pm1é invece é stato, nella cokeria, di 165,5 ug/m3, nella direzione di 42,2, al Riv di 35,4, ai parchi di 65,6 e al quartiere Tamburi di 36. Il Pm 2.5, invece, é stato alla cokeria di 80,9 ug/m3, alla direzione di 21,5, ai parchi di 24,4 e ai Tamburi di 18,5. Il benzene invece ha raggiunto i 66,7 ug/m3.

E sempre a proposito dell’inquinamento Ilva, nei giorni scorsi ha tenuto banco la polemica sull’acqua con cui verrebbero bagnati i parchi minerali. «In Italia persino un parcheggio – spiega Alessandro Marescotti, di PeaceLink, per essere autorizzato deve essere dotato di un sistema di trattamento delle acque di prima pioggia. E la più grande acciaieria d’Europa possiede o no un sistema di trattamento delle acque di prima pioggia? Spinti da questo dubbio abbiamo chiesto al Garante dell’AIA se Ilva fosse in regola. Il Garante ha chiesto lumi ad Arpa». L’Agenzia ha risposto che «attualmente la struttura del sistema fognario asservito allo stabilimento Ilva spa di Taranto non consente la raccolta delle acque di prima pioggia, le quali vengono fatte confluire insieme agli altri scarichi dello stabilimento nei canali di scarico (canali Primo e Secondo), che l’azienda considera sedimentatori longitudinali».

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