21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

Boom di presenze e voglia di riscatto


TARANTO – L’Isola che vogliamo dopo la pausa di Ferragosto ripropone la sua ricetta di divertimento, cultura, svago e rivalorizzazione turistica dell’isola antica di Taranto.

«Siamo una goccia di speranza e di attivismo nel mare del poco o nulla e le critiche mosse alla nostra iniziativa non fanno altro che rafforzare il nostro intendimento a proseguire in un’ opera di recupero che ha il potere comunque di riproporre le grandi questioni che attengono la sicurezza, la legalità, la vivibilità stessa di quel quartiere della città che L’Isola che vogliamo ha la forza di far diventare almeno una volta l’anno l’ombelico del mondo».

É quanto affermano gli organizzatori dell’Associazione Culturale “Terra”.

«Tutto quello che L’Isola è in grado di mettere sotto una lente di ingrandimento è per noi più importante dei numeri stessi dell’iniziativa che con oltre le sue 20mila presenze a serata testimonia anche la voglia di cittadini, visitatori e turisti di tornare a fruire del proprio territorio in maniera diversa» dicono Iurlano e Santacroce. Così dopo le prime due serate all’insegna delle rievocazioni storiche e del recupero delle radici, la traccia dell’Isola che vogliamo di domani – mercoledì 21 agosto – si sposta sulla contemporaneità.

«L’Isola ieri, oggi e domani è il leitmotiv del cartellone di eventi di quest’anno ma è anche il segno della città che cambia non sempre in meglio – dice Fabrizio Iurlano, direttore artistico della rassegna – il timbro di un dibattito che si prolunga sterile mentre ci si attarda nell’azione di contrasto per trovare soluzioni ai problemi.

L’Isola che vogliamo è un po’ una cartina al tornasole. Il luogo che mette in evidenza i conflitti e le contraddizioni, ma anche il luogo in cui riconoscersi e finalmente fare».

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