Cronaca

“Mancano i controlli, esposto in Procura”


L’Usb di Taranto ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica, al Dipartimento di Prevenzione Spesal dell’Asl e alla sede tarantina dell’Arpa Puglia per segnalare il mancato rilevamento dei dati sugli Idrocarburi policiclici aromatici da parte delle centraline di monitoraggio sulla qualità dell’aria, e ora chiede il fermo immediato degli impianti inquinanti. 

«In riferimento agli ultimi dati pubblicati dall’Arpa, relativamente al monitoraggio della qualità dell’aria interna allo stabilimento Ilva di Taranto – si legge nell’esposto dell’Usb di Taranto -, l’Organizzazione Sindacale, ritiene inaccettabile, illegale e di gran lunga pericoloso continuare a giocare sulla pelle di persone ignare. Abbiamo potuto constatare che  fra i dati, a partire dal 16 agosto c.a. ad oggi, non  figurano quelli relativi agli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) presenti all’interno dello stabilimento. L’Usb pertanto, ravvisa, da parte del datore di lavoro, la palese violazione della legge, delle norme riguardanti la formazione e l’informazione dei lavoratori».

«Nel denunciare il perdurare e insopportabile atteggiamento di violenza verso il diritto alla salute pubblica e degli stessi Lavoratori – insiste il sindacato -, invita le istituzioni ad intervenire con solerzia sull’accaduto, tenendo conto che il mancato controllo delle emissioni di agenti nocivi, degli IPA, ritenuti cancerogeni, non può coesistere con alcuna attività lavorativa e che il non funzionamento temporaneo delle centraline non rappresenta alcun alibi né autorizza l’azienda Ilva alla tenuta in marcia di impianti che possano costituire pericolo per l’ambiente e per la vita».

 

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