25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Capitale Cultura, “corsa contro il tempo”


TARANTO – Le polemiche non gli appartengono. Ma una cosa la dice a chiare lettere il nuovo presidente del Comitato per la presentazione della candidatura di Taranto a Capitale Europea della cultura 2019, il dr Nicola Baldi (nella foto): «Ora bisogna essere coerenti, e andare fino in fondo».

Le difficoltà non sono del tutto alle spalle. E oggi, a meno di un mese dalla scadenza dei termini per presentare il dossier di candidatura, il nemico numero uno sembra essere il tempo.

Ottenuta la sede dal Comune (presso l’ufficio Risanamento Città vecchia), il comitato sta riunendo con cadenza quasi quotidiana i cinque gruppi di lavoro. Il sindaco, dopo aver revocato la delega al consigliere Gianni Liviano ha nominato l’architetto Silvio Rufolo come rappresentante del Comune. E anche in seno al comitato, nonostante l’insistenza dei suoi componenti che hanno cercato di convincere Liviano a non mollare, c’è stato un avvicendamento. Tra Liviano, appunto, e il dr Baldi, già presidente della “Fondazione Cultura Taranto” una fondazione che, come lui stesso specifica, nasce un anno fa. Al dr Baldi abbiamo chiesto di tracciare il percorso da seguire.

Partiamo dal suo ruolo.
«In termini ufficiali, il Comune ha demandato Rufolo con il compito di rappresentare l’ente e sì, sta partecipando ai nostri lavori. Per quanto mi riguarda, il Comitato mi ha nominato coordinatore, o presidente, non fa differenza, dopo che Liviano, sollevato dalla delega del sindaco, ha ritenuto, nonostante le nostre insistenze, di ritirarsi dalla presidenza del comitato».


Come sono i rapporti con il suo predecessore? E con il sindaco?

«I rapporti con Liviano sono superbuoni. E sono buoni anche i rapporti con il sindaco che conosco da 25 anni, abbiamo lavorato insieme in ospedale».

Quali le prossime tappe?
«Entro il 20 settembre bisogna mandare la candidatura a Roma, un elaborato di 80 pagine, cioè il dossier di candidatura, progetti che stiamo elaborando a tutti i costi, e che intendiamo concludere comunque, nonostante tutto».

Ci può chiarire quel “nonostante tutto?
«Quella della candidatura di Taranto è un’iniziativa partita nella sostanza quattro mesi fa. Il problema è che, una volta accettato di farla partire, per essere coerenti bisogna portarla a termine. In altre parole, presentare un dossier di candidatura in un tempo così ristretto è un lavoro non indifferente. Lo stiamo portando avanti, pensiamo di fare in tempo. L’obiettivo è presentare il dossier. Stiamo lavorando».

E con Lecce è superata l’impasse della doppia candidatura?
«Con Lecce i rapporti sono buoni. Alla fine della fiera se ‘vince’ una città pugliese il primo ad essere felice sono io. L’importante, al di là del risultato, è la coerenza compor¬tamentale. Una volta accettato l’incarico bisogna completare l’iter».

Per il dossier di candidatura su cosa si intende puntare? Quali sono i punti di forza di Taranto?
«Ce ne sono tanti. Il concetto base che va chiarito è però che la candidatura di una città a capitale della cultura non è la candidatura per quello che ha fatto ma è la presentazione di un progetto su come si vorrebbe che fosse la città da qui a dieci anni. Una proiezione futura. I fondi? Se la città si sveglia ci saranno».

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