24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Operazione legalità. Le tappe del terrore


LIZZANO – Scatta l’operazione legalità anche lungo le litoranee joniche.

Per contrastare la criminalità locale che negli ultimi mesi sta sferrando un attacco frontale contro politici, imprenditori e commercianti i carabinieri stanno eseguendo controlli a tappeto anche nei confronti di locali situati nelle zone di mare.

I militari dell’Arma hanno operato con la collaborazione dei loro colleghi del Nas. Sono scattati anche i primi sequestri .I carabinieri della Compagnia di Massafra e del Nas di Taranto nella località balneare Verde Mare hanno proceduto al sequestro di due chioschi adibiti alla vendita di generi alimentari, situati nella locale pineta. Hanno accertato che gli esercizi non hanno autorizzazione e sono condotti in condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie. Uno di chioschi era alimentato con energia elettrica sottratta abusivamente alla rete pubblica. I controlli proseguiranno a carico di altri esercizi commerciali delle località balneari.


Da Taranto a Lizzano, passando per San Giorgio. Ecco le tappe del terrore.

Tutto ha avuto inizio il 16 aprile scorso in via Colonna a Lizzano. Bruciate le auto del sindaco di Sava, Dario Iaia. Le fiamme hanno distrutto una Jaguar e una Mercedes. Danneggiato, in parte, anche il box in cui erano parcheggiate le due vetture.

Il 28 maggio, invece, incendio ad uno stabilimento balneare situato sulla litoranea salentina, in località Morrone. I vigili del fuoco hanno impiegato più di due ore per riuscire a domare le fiamme e lo stabilimento, essendo costruito tutto in legno, è andato distrutto.

Il 30 maggio un forte boato ha scosso la tranquillità di Campomarino di Maruggio. Un ordigno ha distrutto il ristorante “Le Piccole Ore”, considerato il locale dei vip, uno dei punti di riferimento della litoranea.

Il 9 giugno a Torre Ovo bomba contro un negozio era stato inaugurato solo poche ore prima. La deflagrazione ha mandato in frantumi il vetro della porta d’ingresso e danneggiato la soglia in marmo. Un attentato dinamitardo che ha fatto salire ulteriormente la tensione nell’area jonica.

Il 29 giugno a Taranto, in via Principe Amedeo una bomba ha devastato una sala giochi. L’ordigno confezionato in maniera artigianale ha aperto un cratere di venti centimetri.

Il 1O agosto la replica. Attentato dinamitardo contro una rosticceria situata in via Mazzini. L’ordigno, posizionato all’esterno dell’attività commerciale ha provocato danni alla saracinesca e agli scaffali interni, ha mandato in frantumi le vetrate e annerito la facciata dello stabile. Danni anche ad alcune auto parcheggiate nelle vicinanze.

Il 2 agosto a Carosino danneggiato il vigneto del sindaco Biagio Chiloiro.

Il 3 agosto a Lizzano colpi di pistola contro la casa di Valerio Morelli, del Movimento 5 Stelle e l’abitazione del consigliere del Mir, Pippo Donzello.

Il 5 agosto a San Giorgio Jonico incendiati 500 cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Il 6 agosto a Manduria date alle fiamme betoniere dell’ex sindaco Antonio Calò.

Il 7 agosto a Lizzano colpi di fucile contro la casa di Antonio Lecce, del Pd, la vetrata del negozio dell’ex vicesindaco Antonio Motolese e contro la macchina di un vigile urbano.

Il 14 agosto, sempre a Lizzano, abbattuto un vigneto di proprietà del sindaco Dario Macripò.

Il 20 agosto a San Giorgio bruciata l’auto di Claudio Frascella, attivista del partito Fratelli d’Italia.

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