25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

E ora la crisi svuota i Licei classici


TARANTO – La crisi svuota i licei. In particolare quelli classici. Un caso su tutti, l’Archita. L’occasione sono i “Due giorni per la scuola” organizzati dalla Uil a Martina.

A scattare la fotografia della situazione, la relazione del segretario generale Uil Taranto Giancarlo Turi. Un’istantanea dalla quale emerge un dato su tutti, le iscrizioni nei licei diminuiscono, mentre aumentano gli alunni degli istituti tecnici. Sarà l’effetto della crisi? Una reazione a quel 45% di giovani che nella provincia ingrossano le fila dei disoccupati?

L’analisi tratteggiata da Turi parte proprio da quella che definisce “la grave criticità di Taranto, dall’immagine di un territorio degradato assunto a simbolo dell’incapacità di coniugare la produzione con il rispetto della salute e dell’ambiente». «Occorre ripartire dalla scuola. Il mondo della formazione deve voltare pagina, divenendo uno dei protagonisti, se non il principale, in grado di assecondare i processi di crescita di una comunità troppo spesso abulica e distratta. Finora il governo non ha fatto segnare tratti significativi di discontinuità con il passato. Non è stata risparmiata nemmeno una scuola, non è stato assegnato un insegnante in più, non un collaboratore scolastico aggiuntivo in quelle realtà a più alto rischio ambientale. Il ridimensionamento del Polo Universitario ionico ne è la sconsolante conferma».

La rappresentazione tangibile, per Turi, di come questo Paese vorrebbe investire nei settori della conoscenza, ma lo fa solo a parole. Dopo anni anche Taranto si appresta a dotarsi di un Istituto Tecnico Superiore. Il settore privilegiato, quello della “logistica”, «può diventare la nuova frontiera, quella in grado di portare sviluppo, lavoro e, conseguentemente, ricchezza superando la logica della monocultura siderurgica e creando in loco quelle figure professionali di cui necessita il mercato del lavoro». Rispetto alla realtà territoriale Turi ha evidenziato criticità rilevate da indicatori significativi quali il rapporto alunni/classi, la scelta dei corsi di studio per le superiori, l’offerta formativa in ambito provinciale e la dispersione scolastica.

«Poco più di 89.000 alunni si distribuiscono in 98 scuole, erano 132 quattro anni fa. Cresce il numero di iscritti alle scuole tecniche (dai 10.257 alunni dell’anno scorso a 10.602), diminuiscono quelli dei licei (che passano da un totale di 11.493 alunni nell’anno scolastico 2012-2013 a 11.260 per il prossimo anno) e dei professionali. Sostanzialmente stabile l’istruzione artistica. Sembra essersi esaurito l’effetto “licealizzazione” conseguente alla legge Gelmini».

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