Cronaca

Cozze e calcio, scoppia la pace


Dopo le accuse incrociate, per Stefàno e Nardoni è il momento della pace.

Il Sindaco e l’Assessore si sono incontrati questa mattina per chiarire quello che, almeno ufficialmente, è stato un “fraintendimento”. Sono in molti, infatti, a credere che il “bisticcio burocratico”, tra il primo cittadino e l’assessore-imprenditore, abbia una matrice politica. Ad ogni modo, a confermare l’incontro è lo stesso sindaco Ippazio Stefàno che, da noi contattato telefonicamente, mette in chiaro i termini della pace.

«E’ vero, ho avuto con l’assessore un incontro cordiale nel corso del quale abbiamo parlato delle iniziative da mettere in campo per salvare il prodotto dei mitilicoltori. Già mercoledì prossimo, ci rivedremo in Regione. Nel corso di un incontro riguardante il “piano delle coste” – rivela il numero uno di Palazzo di Città – affronteremo l’intera situazione, anche da un punto di vista tecnico».

I due avrebbero parlando anche di eventuali risarcimenti per i mitilicoltori: «Sia il Comune, che la Regione, garantiranno i diritti delle persone colpite da questa sciagura. Eventualmente – ha detto Stefàno – ci saranno dei risarcimento. Ma è tutto da valutare».

Il caso è deflagrato dopo la lettera, inviata da Stefàno al Governatore pugliese Nichi Vendola, per chiedere una deroga alla commercializzazione delle cozze tarantine. A rispondere alla missiva, però, è stato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni che ha accusato il sindaco: «E’ lui ad essere in ritardo». La controreplica non si è lasciata attendere: «L’assessore parla senza sapere».

Il lieto fine si è consumato oggi, ma oltre alle cozze, si è parlato anche di calcio. Stefàno, infatti, ha garantito sostegno alla società guidata dal presidente del Taranto Nardoni. «Ci impegneremo a sostenere la società ed i tifosi. Si tratta di un ulteriore impegno per i colori rossoblù dopo le ingenti risorse utilizzate per effettuare i lavori allo stadio Iacovone. Siamo quindi pronti a continuare a sostenere la società, sempre nel pieno rispetto della legge».

Dunque, tutti felici e contenti. Ma quanto durerà?

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