Cronaca

Il caso discariche all’Ilva spacca il Pd


TARANTO, 22-11-2012 ELEZIONI PRIMARIE CENTRO SINISTRA NELLA FOTO COMITATO PD PRO BERSANI MASSIMO SERIO

«Continuo ad essere molto preoccupato. Il provvedimento, così come arriva dal Governo, non mi entusiasma per niente».  Le parole del segretario provinciale del Partito democratico, Massimo Serio, sono tutto un programma.

Il decreto legge, approvato ieri dal Governo, riguardante la realizzazione e la gestione di una discarica dell’Ilva in località Mater Gratiae, accende il dibattito anche all’interno della “base” del partito, fra l’altro alla guida del Governo nazionale. Anche questa volta il Pd si spacca. A Taranto, infatti, sembra più orientato su posizioni ambientaliste, senza tener conto che, nel caso in cui l’Ilva non smaltisse i propri rifiuti “in casa”, a venir meno sarebbero proprio le bonifiche.

Un orientamento, pienamente recepito a livello nazionale ma non a livello locale, al centro della battaglia, lanciata diverse settimane fa da Taranto Buonasera, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di dare la possibilità all’Ilva di smaltire i rifiuti nelle sue discariche.
Nonostante questo, le chiamate fra esponenti “democratici”, sull’asse Taranto-Roma, si susseguono a ritmo frenetico. Sono in molti a credere che, di qui a qualche giorno, Massimo Serio convocherà una riunione di segreteria, preludio di una direzione che già si preannuncia infuocata. Il commento del segretario, così come detto in apertura, lascia presagire una ripresa anticipata delle attività.

«Il Pd ionico, in relazione al decreto legge sulla discarica, pretende un chiarimento forte da parte del Governo. Vogliamo capire con quale procedimento si sia arrivati a questo decreto».

Sull’argomento, duro intervento del consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Alfredo Cervellera: «Il Governo Letta-Berlusconi con il decreto d’urgenza per autorizzare le discariche interne all’Ilva non solo è in continuità con quello di Monti-Clini, ma se è possibile riesce a fare ancora di peggio. Infatti, con una procedura, a mio modesto avviso incostituzionale, ignora le competenze della Regione e degli enti locali e qualsiasi loro coinvolgimento per imporre, con un atto autoritario ed antidemocratico, ulteriori aggravi ed umiliazioni ad un territorio già provato dal secolare stupro ambientale della grande industria».

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