14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca

L’Amiu ora rischia il tracollo economico


TARANTO, 16/10/04 MEZZO IN INGRESSO SEDE AMIU TARANTO

Le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi per la mancata approvazione, entro i termini previsti, del bilancio dell’azienda municipale d’igiene urbana sembrano in questi giorni trovare fondamento. Infatti, voci ben informate annunciano l’approvazione di un bilancio dell’Amiu con un passivo di oltre 10 milioni di euro. 

Sull’argomento si registra l’intervento del consigliere comunale del Pdl Giampaolo Vietri che, in una nota, mette a nudo i conti della “partecipata” del Comune.

“In questi anni, il bilancio d’esercizio ha visto aumentare progressivamente il suo debito, se non per l’anno 2011 nel quale grazie ad un artificio contabile – sostiene l’esponente pidiellino – furono stornati dal fondo rischio oltre 4 milioni di euro relativi ad un contenzioso non ancora concluso; somme queste contabilizzate nell’ultimo bilancio e che dunque attestano di fatto che anche l’anno 2011 si sarebbe chiuso con una copiosa perdita”.

“È giunta l’ora di rimboccarsi seriamente le maniche, andando a riconsiderare il contratto di servizio alla luce delle diverse attività aggiuntive che l’amministrazione ha affidato all’azienda gravando inevitabilmente sulla qualità delle attività aziendali prioritarie per la salvaguardia dell’igiene pubblico”.

Vietri, dunque, preme affinché si proceda subito alla redazione di un piano industriale “per ottimizzare al meglio le risorse umane ed economiche che tenga conto delle reali potenzialità dell’azienda vista anche la difficoltà di procedere ad una ricapitalizzazione in presenza di più bilanci negativi consecutivi”.

“Bilanci la cui responsabilità ricade sulla parte politica in quanto il sindaco – osserva il consigliere – in rappresentanza del socio unico, quale appunto è il Comune di Taranto, ha approvato ben 5 bilanci negativi ed uno discutibile negli ultimi sei anni a dimostrazione, inoltre, di come la sua amministrazione ha esercitato l’attività di controllo analogo sulle società partecipate prevista dalla delibera di consiglio n. 171 del 2010”.
“Una carenza di vigilanza grave – conclude – vista la passività emersa nonché la sentita esigenza di trasparenza avvertita dai cittadini in merito all’utilizzo di denaro pubblico”.

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