26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Prove di ripartenza per il settore della ristorazione

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Il settore della ristorazione

Dal 26 aprile prossimo in zona gialla si potrà tornare a pranzare e cenare nei ristoranti attrezzati con i tavoli all’aperto; in zona arancione sarà consentito solo l’asporto. Per pranzare al chiuso si dovrà invece attendere il primo giugno. Ad ogni tavolo potranno sedere quattro persone, potranno essere di più se conviventi.

Una soluzione che ha rincuorato solo una parte degli operatori: “Chiaramente – commenta Paolo Barivelo, presidente della categoria Bar di Fipe ConfcommercioTaranto – per le attività che non dispongono di spazi all’aperto il problema continuerà a persistere ancora per un mese e mezzo circa. Intanto chiediamo ai Comuni di ragionare sui dehors e sulla gestione degli spazi esterni a titolo non oneroso. Ci preme comunque trovare soluzioni alternative per le attività al chiuso, magari avvalendoci dei protocolli di sicurezza che ci sono possono essere implementati”. Intanto ora il testimone passa alle amministrazioni comunali alle quali spetta il compito di dare per la concessione delle aree pubbliche risposte rapide e semplificate in termini di procedure.

“In vista della imminente stagione estiva il nostro appello alle amministrazioni comunali del territorio provinciale – dichiara Antonio Salamina, commissario della categoria Ristoranti – di affrontare già da ora la problematica dei dehors al fine di definire quanto prima u n quadro chiaro dei percorsi da attivare per poter consentire alle imprese di attrezzare in modo adeguato gli spazi esterni su aree pubbliche, attraverso procedure semplificate. Chiediamo inoltre la contestuale eliminazione della tassa di occupazione del suolo pubblico sino all’autunno prossimo anche in assenza di decisioni in merito da parte del Governo”. Lo scorso anno l’emergenza Covid fu prontamente gestita con grande apertura e disponibilità dalla Amministrazione venne incontro alle imprese concedendo a titolo gratuito (cioè senza esigere la tassa di occupazione) nuovi spazi pubblici da attrezzare. La delibera 124 /20 fissava i criteri per l’occupazione, senza oneri, del suolo pubblico sino al 30 0ttobre 2020, stabilendo che era sufficiente inoltrare al SUAP la dichiarazione ( con relativa planimetria per il posizionamento di sedie, ombrelloni e tavoli) per richiedere un incremento del 50% dello spazio rispetto all’autorizzazione precedente. Anche altri comuni della provincia seguirono lo stesso orientamento. Intanto Fipe nazionale preannuncia che la Federazione coinvolgerà l’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni) per ottenere dai sindaci più spazi all’esterno.

“Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno, significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi. Il 46,6% dei bar e dei ristoranti della penisola non è dotato di spazi all’aperto e questa percentuale si impenna se pensiamo ai centri storici delle città nei quali vigono regole molto stringenti. I sindaci mettano a disposizione spazi extra per le attività economiche che devono poter apparecchiare in strada ed evitare così di subire, oltre al danno del lockdown, la beffa di vedere i clienti seduti nei locali vicini. La data da sola non basta – conclude la Federazione – dobbiamo dare una prospettiva a tutti gli imprenditori” “Il confronto in atto nella vicina Bari sulla opportunità da dare ai titolari dei pubblici esercizi di riavviare le loro attività utilizzando gli spazi esterni, e quindi sistemando tavolini nelle piazze e per strada, deve assolutamente essere intrapreso anche a Taranto e provincia”.

La presidente di CasaImpresa Taranto, Francesca Intermite interviene a proposito della necessità di cercare di comune accordo soluzioni alla necessità di riaprire bar e ristoranti. “Vanno individuate – prosegue Intermite – attraverso il dialogo soprattutto con le amministrazioni dei vari comuni della Provincia di Taranto, vie percorribili al fine di far ripartire le attività, invogliando la cittadinanza ad un graduale ritorno alla normalità, e rispettando insieme l’esigenza di non soffocare luoghi di particolare interesse storico-culturale o particolarmente trafficati. Quello che va cercato è il giusto mezzo per contemperare i bisogni di tutti, soprattutto in un territorio come quello pugliese, per il quale non nascondiamo una certa preoccupazione, dati i ritardi nella ripartenza”. “Con la complicità della bella stagione, la categoria sarà ben lieta di allestire spazi esterni in modo da renderli accoglienti e al tempo stesso sicuro per clientela e lavoratori”.

D’altro canto – la Presidente di CasaImpresa sposta l’attenzione su un altro tema di centrale importanza – vanno incrementate le vaccinazioni e, a questo proposito, sarebbe opportuno aumentare il numero delle dosi disponibili a Taranto, in maniera da procedere con il più alto numero di somministrazioni possibili, prima delle riaperture. Assolutamente necessario avviare al piú presto il piano vaccinale per i dipendenti delle imprese del turismo, che si apprestano a partire per la stagione piú intensa dell’anno”. CasaImpresa intanto ha dato il via alle procedure per la verifica della disponibilità dei vaccini per i dipendenti degli associati, vista la previsione del protocollo di vaccinazioni sui luoghi di lavoro del 6 aprile.

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