19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 14:59:00


L'ex Ilva di Taranto

Acciaierie d’Italia, la nuova denominazione della società nata dall’accordo fra Invitalia e ArcelorMittal, è stata estesa anche alle conrollate. Cinque, complessivamente, le società che hanno sostituito ArcelorMittal Italia con la nuova denominazione. La modifica della ragione sociale è stata deliberata dall’assemblea straordinaria contestualmente all’aumento del capitale da parte di Invitalia che ha versato 400 milioni di euro.

Con le variazioni, ArcelorMittal Italia spa è diventata Acciaierie d’Italia spa, ArcelorMitta Italy Energy è stata rinominata Acciaierie d’Italia Energia srl, AMI Maritime Services srl è diventata Acciaierie d’Italia Servizi Marittimi, AMI Italy Tubular srl ha lasciato il postso a Acciaierie d’Italia Tubiforma srl e ArcelorMittal Socova sas ad Acciaierie d’Italia Socova sas. Sono rimasti immutati le sedi e altri riferimenti societari. Un cambio di denominazione che non è soltanto una formalità ma segna l’inizio di un nuovo capitolo della storia della siderurgia italiana e dello stabilimento di Taranto. A distanza di 16 anni dalla privatizzazione, con la vendita alla famiglia Riva e in uno dei momenti storici più difficili, lo Stato torna a svolgere il suo ruolo di imprenditore dell’acciaio. L’accordo prevede anche un secondo investimento nel capitale da parte di Invitalia, fino 680 milioni di euro, per finanziare il perfezionamento dell’acquisto dei rami d’azienda di Ilva da parte di Acciaierie d’Italia.

Investimento che è previsto entro maggio 2022 ed è subordinato al verificarsi di determinate condizioni sospensive previste dal contratto. Col secondo step la partecipazione di Invitalia nel capitale sociale di Acciaierie d’Italia salirebbe al 60%, mentre ArcelorMittal dovrebbe investire fino 70 milioni di euro per mantenere una partecipazione pari al 40% e il controllo congiunto sulla società. L’insediamento del nuovo cda, con tre consiglieri espressione della componente pubblica e altrettanti rifermento di quella privata, previsto venerdì 16 aprile, è slittato. Con l’insediamento assumerà la presidenza di Acciaierie d’Italia Franco Bernabè.

Gli altri consiglieri espressione dello Stato saranno Stefano Cao, amministratore delegato uscente Saipem e Carlo Mapelli, docente del Politecnico di Milano ed esperto di siderurgia. Al privato spetta invece designare l’amministratore delegato, attualmente Lucia Morselli che sembra destinata alla riconferma. Per l’approvazione del bilancio 2020 c’è ancora tempo fino al 30 giugno prossimo, per via della proroga prevista per l’approvazione dei bilanci di tutte le aziende. Sulla totale definizione dell’accordo gravano alcune condizioni sospensive che comprendono la modifica del piano ambientale in vigore per tenere conto delle modifiche del nuovo piano industriale, la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto e l’assenza di misure restrittive, nell’ambito dei procedimenti penali in cui Ilva è imputata, nei confronti di Acciaierie d’Italia Holding o di sue società controllate. Come è noto, nel processo per disastro ambientale contro i Riva il pm ha chiesto la confisca dell’area a caldo. Mentre il 13 maggio il Consiglio di Stato dovrà esprimersi sullo spegnimento degli stessi impianti. Due decisioni che potrebbero incidere sul futuro dello stabilimento.

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