22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 14:02:15

Cronaca News

In arrivo in Puglia nuove dosi di vaccino anti-Covid

foto di Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

In arrivo le armi per combattere il Covid. Oggi in Puglia è previsto l’arrivo di circa 152.000 vaccini Pfizer, secondo quanto riportato in una comunicazione inviata dal dirigente della Protezione civile, Mario Lerario, alle Asl pugliesi. Il 2 maggio, invece, dovrebbe esserci la consegna di 124.400 dosi Astrazeneca, 16.900 Moderna e 10.500 J&J.

Tre giorni dopo, il 5 maggio, Pfizer distribuirà in Puglia altre 141.570 sieri: in una settimana, quindi, la Puglia dovrebbe ricevere 445.370 dosi – questo, va da sè, salvo rinvii o imprevisti. Rifornimenti che metteranno fine alla carenza di vaccini che sta rallentando la campagna di immunizzazioni in Puglia, che nei giorni scorsi aveva vissuto una accelerazione, prima che la carenza delle dosi portasse ad un nuovo stop. Non solo vaccini, che comunque restano la priorità assoluta, ma anche cure: dopo l’avvio dei primi trattamenti ospedalieri il 31 marzo scorso, “la Asl di Bari è tra le prime in Italia, e la prima in Puglia, ad avviare cure anti Covid con la terapia degli anticorpi monoclonali anche ai pazienti positivi che sono casa”. “La Puglia – commenta l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco – in questo momento è una delle pochissime regioni italiane ad aver messo a punto un innovativo protocollo operativo per aiutare i pazienti positivi a curare la patologia da Covid ricorrendo ai farmaci monoclonali somministrati direttamente a domicilio. È un’opportunità in più rispetto alle somministrazioni che vengono già eseguite in ambiente ospedaliero”.

“La possibilità di curare i pazienti a casa come se fossero in ospedale, e con la stessa sicurezza, si innesta in quel processo mirato a rafforzare i servizi sanitari territoriali ed essere sempre più vicini ai bisogni delle persone – conferma il dg Asl Bari, Antonio Sanguedolce – siamo partiti dalla diagnosi della patologia Covid oggi migliore grazie alla recente dotazione di ecografi portatili, saturimetri palmari e kit tamponi per i medici Usca fino ad arrivare ora al trattamento terapeutico con monoclonali”. Ad eseguire le somministrazioni domiciliari sarà una equipe di Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione, operanti nella Unità operativa di Fragilità e Complessità Assistenziale della Asl, coordinati dal dottor Felice Spaccavento.

LA PROTESTA DEGLI AVVOCATI TARANTINI
I rappresentanti dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga), Associazione Nazionale Forense (Anf) e Camera Penale di Taranto “hanno purtroppo preso atto che le disposizioni dettate dal Presidente del Tribunale di Taranto con i decreti emergenziali n. 114 del 12/11/2020 e n. 53 del 24/03/2021, tese a regolamentare lo svolgimento dell’attività giudiziaria nel rispetto delle norme di sicurezza e di tutela della salute, continuano, a distanza di mesi, ad essere osservate blandamente o addirittura del tutto disapplicate da parte di coloro che dovrebbero assicurarne in primis il rispetto”. è quanto si legge in una nota. “Le criticità, tutt’altro che episodiche, sono già state oggetto di plurime segnalazioni alla Dirigenza e riguardano, in maniera prevalente anche se non esclusiva, la celebrazione dei processi penali.

In particolare ed a solo titolo esemplificativo, si tratta: della calendarizzazione delle udienze, che avviene spesso in modo non oculato con la fissazione di un numero di procedimenti ben superiore a quello massimo indicato nel decreto presidenziale (20), ma anche e soprattutto ricorrendo ad un distanziamento orario tra un’udienza e l’altra talmente esiguo (5-10 minuti ed in talune occasioni persino con piena coincidenza oraria di più processi) da rendere impossibile il rispetto del divieto di assembramento; d ella irragionevole prassi, fortunatamente non generalizzata, di inserire nel ruolo d’udienza anche i procedimenti destinati a mero rinvio e per i quali, tuttavia, i difensori sono sovente costretti a comparire per documentare il rispetto di adempimenti previsti a pena di decadenza; del rispetto dell’orario di inizio e conclusione dell’udienza (non oltre le 16.30); della più che frequente violazione del contingentamento disposto dalla Presidenza del Tribunale circa il numero massimo di testimoni da citare e quindi far comparire (e, si badi bene, non necessariamente da escutere) nella stessa udienza, con l’effetto (non l’unico) di affollare ulteriormente le zone prospicenti le aule e le aule stesse”.

Aiga, Anf e Camera Penale “evidenziano come l’inosservanza delle regole e raccomandazioni di cui ai decreti 114/2020 e 53/2021 – peraltro anch’esse non esenti da possibili interventi correttivi – non sia più tollerabile, soprattutto in considerazione dello stato di emergenza sanitaria che vede la provincia di Taranto prima provincia per incremento dei contagi-covid. Del resto l’inosservanza, sia pur non generalizzata, delle cautele dettate dalla decretazione emergenziale appare ancor più iniqua e mortificante alla luce delle innumerevoli restrizioni con cui l’avvocatura deve, ormai da oltre un anno, misurarsi nell’espletamento dell’attività professionale. Si pensi all’irrigidimento del sistema di interlocuzione con le cancellerie, filtrato inesorabilmente dall’obbligo di prenotazione anche per mere richieste di informazioni, con conseguente parcellizzazione degli adempimenti (che ben potrebbero essere concentrati in un’unica mattina); all’obbligo davvero svilente di giustificare e documentare al personale di vigilanza le dettagliate ragioni dell’accesso al Palazzo di giustizia, alla stregua di “ospiti indesiderati” o comunque di fruitori occasionali dei servizi; all’assoluta impossibilità di programmare la propria agenda professionale a causa dell’insufficiente preavviso con cui le cancellerie pubblicano sui siti istituzionali gli statini d’udienza e quindi gli orari di celebrazione dei processi, rendendo di fatto impossibile depositare un’istanza di anticipazione o di differimento dell’orario programmato, così come citare in tempo utile testimoni residenti fuori distretto”.

“Nonostante tutto” si legge ancora “l’avvocatura ionica ha manifestato una straordinaria resilienza, adattandosi – suo malgrado – a condizioni di lavoro difficilissime e lesive della dignità professionale, in nome del superiore interesse alla salute ed alla sicurezza, che però risultano gravemente frustrati dai comportamenti e dalle pratiche sopra denunziate. Ascoltare l’avvocatura non significa tutelare interessi particolari di categoria, bensì consentire a tutti i cittadini di fruire, in condizioni quanto meno accettabili, di un servizio essenziale. Lavorare in condizioni di sicurezza non può più costituire un auspicio o una speranza, essendo un diritto che gli avvocati rivendicano”. Da qui la richiesta al Presidente del Tribunale, dott.ssa Rosa Anna De Palo, affinchè “voglia rendersi disponibile a ricevere una nostra delegazione, unitamente ad una rappresentanza del nostro Ordine professionale, al fine di poter più approfonditamente illustrare, non solo le principali criticità quotidianamente registrate, ma anche e soprattutto esporre una serie di proposte risolutive”.

LOPALCO A MARTINA FRANCA
Ieri mattina l’Assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, e l’Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, hanno visitato i nuovi ambienti della Nefrologia e Dialisi dell’ospedale “Valle d’Itria” di Martina Franca e il nuovo reparto di Oncologia, inaugurato lo scorso 2 aprile. Le autorità regionali, inoltre, hanno visionato i lavori relativi alla realizzazione del nuovo reparto di Rianimazione. Il centro dialisi di Martina Franca, la cui responsabile è la dott.ssa Annalisa Marangi, consta di 22 posti. Le metodiche utilizzate sono l’emodialisi e la dialisi peritoneale. In particolare, il centro segue circa 15-20 pazienti in dialisi peritoneale – il numero più consistente di tutti i centri dialisi della provincia – e oltre 100 pazienti trapiantati. Nei giorni scorsi, il centro dialisi di Martina Franca è stato trasferito in una struttura più idonea.

Sono stati infatti rimodernati e resi idonei alcuni ambienti, siti al piano terra dell’ospedale, attraverso interventi strutturali impegnativi per potervi collocare gli impianti che rendono possibile la dialisi. In concomitanza con il trasferimento dell’emodialisi, tutti i macchinari che consentono tale attività sono stati rimodernati. Le vecchie apparecchiature sono state infatti sostituite da altre nuove, acquisite per mezzo di gara Consip, più moderne e rispondenti alle esigenze dei pazienti. La dialisi di Martina Franca lavora su tre turni, onde consentire di accogliere i pazienti nelle ore serali, venendo incontro a specifiche esigenze di alcuni pazienti. Inoltre, al fine di rendere più confortevoli, per i pazienti, le ore di trattamento, i nuovi posti dialisi sono stati dotati di televisori donati dall’Associazione Nefrologica “Gabriella Sebastio”.

“Oggi dimostriamo che la sanità, anche in piena pandemia, non si ferma – sottolinea l’Assessore Lopalco. In una fase di emergenza pandemica è necessario occuparsi di Covid ma, al tempo stesso, portare avanti come nell’ordinario una macchina complessa e delicata come quella dell’assistenza sanitaria, e in particolare ospedaliera. Qui a Martina, in quest’ospedale, sono state realizzate opere importanti: abbiamo avviato il nuovo servizio dialisi, abbiamo un cantiere aperto per il reparto di Rianimazione. Si tratta di opere che è più complicato portare avanti in corso di pandemia, sia perché l’ospedale è sotto stress, sia perché le imprese non possono lavorare allo stesso ritmo con cui si lavora in tempi normali”. “Quella di oggi è una data importante – ha affermato l’Assessore Pentassuglia – L’apertura del nuovo centro dialisi costituisce un messaggio di speranza: ci auguriamo che con l’allentamento del momento pandemico si possa restituire interamente l’ospedale a tutti i cittadini. Bisogna tornare alle cure, bisogna tornare alla prevenzione”. “Non c’è solo il Covid, ma ci sono anche le altre patologie – rimarca il Direttore Generale, Stefano Rossi – e anche in tempi di Covid continuiamo l’opera di ristrutturazione e di ammodernamento dell’ospedale Valle d’Itria: prima l’Oncologia, oggi la Nefrologia e Dialisi. Abbiamo messo a disposizione spazi nuovi, ristrutturati, più a norma, più confortevoli, in particolare per le patologie croniche, quale è quella dei pazienti dializzati. Naturalmente auspichiamo una rapida normalizzazione, e per questo il nostro pensiero è sempre rivolto all’attività vaccinale. Stiamo vaccinando rapidamente il più possibile, compatibilmente con la quantità di vaccini che ci arrivano”.

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