17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca News

“Furbetti” del vaccino, ci sono 53 indagati

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Emergenza Coronavirus

Imprenditori molto noti in Puglia ed anche un sindaco, il primo cittadino di Noicattaro: sono 53 gli indagati nel fascicolo della Procura di Bari per truffa aggravata e falso relativo ai presunti “furbetti” dei vaccini. Ai primi 27 indagati, tra i quali noti imprenditori baresi, è stato notificato dai carabinieri del Nas l’avviso di garanzia con invito a rendere interrogatorio e saranno ascoltati dal pm Baldo Pisani il 30 aprile. Gli altri 26, ai quali ancora non è stato notificato alcun avviso di garanzia, saranno convocati per i giorni successivi.

Lo riporta l’agenzia Ansa, per la quale le indagini dei carabinieri hanno accertato che questi 53 – ma gli accertamenti sono ancora in corso – nelle prime settimane di campagna vaccinale, quindi a gennaio, avrebbero ricevuto dosi di vaccini anti-Covid pur non essendo esposti a rischio biologico. Agli indagati vengono contestati i reati di false dichiarazioni sulle qualità personali, truffa, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, falso ideologico e falso in documenti informatici. Alcuni degli imprenditori indagati sono già stati ascoltati dai Nas alcune settimane fa. «Siamo i responsabili delle commesse delle nostre aziende – hanno spiegato – e andiamo sui cantieri insieme ai nostri operai. Sono stati gli ospedali a contattarci chiedendo la nostra disponibilità a essere vaccinati in quanto addetti alle manutenzioni degli impianti.

Non abbiamo chiesto nulla e non sappiamo in che modo siamo stati registrati nel registro informatico, certo da parte nostra non c’è stata nessuna furberia». Come detto, tra le persone coinvolte c’è anche un sindaco: Raimondo Innamorato, 38 anni, esponente del Movimento Cinquestelle e sindaco di Noicattaro: «Ho appreso di essere coinvolto nell’indagine sui ‘vaccinati fuori lista’. Il 30 aprile sarò ascoltato per chiarire formalmente la mia posizione, già ampiamente rappresentata pubblicamente nei mesi scorsi» ha scritto Innamorato su Facebook. «Avevo personalmente auspicato – ha aggiunto – di avere la possibilità di chiarire il prima possibile la mia assoluta buona fede e serenità d’animo in questa vicenda. Fare chiarezza servirà a mettere la parola fine a questa vicenda e a ribadire la mia estraneità alle accuse che mi sono state rivolte in questi mesi». Innamorato, come da lui stesso raccontato all’epoca, è stato vaccinato il 6 gennaio. «Era il giorno dell’Epifania ed erano venute meno delle persone in lista. Non ho ricevuto alcun privilegio per il mio ruolo. C’era una dose di vaccino avanzata che sarebbe andata buttata e la Asl ha proposto a me di farla».

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