19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 14:59:00

Cronaca News

Lopalco: «La Puglia va verso la zona gialla»

foto di Pier Luigi Lopalco
Pier Luigi Lopalco

Non è ufficiale, ma potrebbe esserlo da oggi. La Puglia, dopo una settimana di “arancione”, si accinge a passare da lunedì 3 maggio in “zona gialla”, con un allentamento notevole delle restrizioni anticontagio. Ad esserne convinto è l’assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco: «Già la scorsa settimana i 21 indicatori di riferimento andavano verso la zona gialla. Quei valori si confermano anche nella settimana in corso» ha detto in una intervista l’assessore, sottolineando che «l’Rt è inferiore a 1, è pari a 0,8. La situazione è in miglioramento e i parametri sono buoni. Aspettiamo la decisione del ministero».

Decisione che arriverà oggi, venerdì, e che comunque non potrebbe essere interpretata come un “liberi tutti”. L’ultimo bollettino diffuso proprio dalla Regione testimonia che il virus è tutt’altro che sparito, ed è anzi ancora molto pericoloso. Ieri giovedì 29 aprile in Puglia sono stati registrati 12.290 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 1.501 casi positivi: 422 in provincia di Bari, 113 in provincia di Brindisi, 221 nella provincia Bat, 332 in provincia di Foggia, 226 in provincia di Lecce, 179 in provincia di Taranto, 2 casi di residenti fuori regione, 6 casi di provincia di residenza non nota. Il dato di Taranto è proprio quello in controtendenza: dai 279 nuovi positivi di mercoledì si passa ai 179 di ventiquattro ore dopo. Un calo significativo, ma che ovviamente va verificato nei prossimi giorni, visto che veniamo da settimane di numeri purtroppo “pesanti” per il territorio e per capire se siamo di fronte ad una (parziale) inversione di tendenza servono dati consolidati.

Ricordiamo che in Puglia dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.211.107 test. 179.232 sono i pazienti guariti. 48.429 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 233.497 così suddivisi: 89814 nella Provincia di Bari; 22.999 nella Provincia Bat; 17.463 nella Provincia di Brindisi; 42.202 nella Provincia di Foggia; 23.187 nella Provincia di Lecce; 36.715 nella Provincia di Taranto; 752 attribuiti a residenti fuori regione; 365 provincia di residenza non nota. In Puglia ad ogni buon conto calano ancora i contagi Covid settimanali e si riduce il numero degli “attualmente positivi ogni 100mila abitanti”, secondo quanto emerge dal report della fondazione Gimbe che ha analizzato l’andamento epidemiologico nella settimana dal 21 al 27 aprile. Nel dettaglio, i contagi sono diminuiti del 7,8% rispetto alla settimana precedente (la settimana scorsa il calo è stato del 7,2%), mentre i casi attualmente positivi ogni 100mila residenti sono passati da 1.260 a 1.231. Ancora sopra soglia di saturazione i posti letto in area medica (46%) e terapia intensiva (39%) occupati da pazienti positivi al Coronavirus, ma anche questi dati sono in miglioramento.

La percentuale di popolazione pugliese che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 7,6% a cui aggiungere un ulteriore 15,5% solo con prima dose: complessivamente, quindi, il 23,1% dei pugliesi è stato vaccinato, sopra la media italiana pari al 22% è quanto riportato nella nuova analisi settimanale sempre delle fondazione Gimbe. La percentuale di over 80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 56,1% (l’87,2% ha ricevuto almeno una dose). Nella fascia di età 70-79 anni ha completato il ciclo vaccinale solo il 3% a cui aggiungere un ulteriore 57,3% solo con prima dose (60,3%). La percentuale di popolazione 60-69 anni che ha completato il ciclo vaccinale in Puglia è pari al 5,6%, il 28,1% ha ricevuto almeno la prima dose.

CALANO I DECESSI
Come riportato dall’aggiornamento della Asl Taranto, alle ore 15.30 del 29 aprile l’ospedale “San Giuseppe Moscati” ospita 63 pazienti affetti da Covid, così distribuiti: 23 presso il reparto Malattie Infettive; 26 presso il reparto di Pneumologia; 14 presso il reparto di Rianimazione. L’ospedale “Giannuzzi” di Manduria ospita 61 pazienti affetti da Covid, così distribuiti: 55 presso il reparto di Medicina; 6 presso il reparto di Rianimazione. L’ospedale “San Pio” di Castellaneta ospita 48 pazienti affetti da Covid presso il reparto di Medicina. L’ospedale “San Marco” di Grottaglie ospita 48 pazienti affetti da Covid, presso il reparto di Medicina. Il presidio ospedaliero “Valle d’Itria” di Martina Franca ospita 37 pazienti affetti da Covid presso il reparto di Medicina La Casa da Covid. Il Centro Ospedaliero Militare di Taranto ospita 17 pazienti risultati positivi al Covid. Il Presidio Covid post acuzie di Mottola ospita 28 pazienti post-Covid. Nelle ultime 24 ore si sono registrati quattro decessi: erano stati dodici mercoledì ed otto martedì.

LA QUESTIONE PRIMO MAGGIO
“È trascorsa appena una settimana dal passaggio della Puglia in zona arancione, che ha consentito la riapertura – seppur nel pieno rispetto delle misure anti-Covid – di tutte quelle attività commerciali costrette ciclicamente nell’ultimo anno a tirare giù le proprie saracinesche a causa dell’emergenza sanitaria – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci –. Questo ci ha spinto, in linea con tutte le altre Regioni italiane eccetto la Regione Toscana, a non obbligarle a chiudere”. “Il diritto al lavoro – continua Delli Noci – resta un principio fondamentale ed ineludibile per preservare e tutelare la dignità di ogni individuo. Il contemperamento degli interessi dei lavoratori e delle aziende comporta reciproci sacrifici nell’ottica di preservare i posti di lavoro ma al contempo di venire incontro alle esigenze di flessibilità in uno dei momenti più critici degli ultimi anni. In questo contesto, il mio pensiero è rivolto a tutti i lavoratori che per il bene comune saranno al lavoro anche il 1 maggio, consapevoli che i sacrifici di oggi sono indispensabili a garantire un futuro migliore per tutti. Ci auguriamo che questa giornata rappresenti per la Puglia l’inizio della ripresa economica e quindi della tutela del diritto al lavoro che festeggiamo”. “Nei prossimi giorni – conclude Delli Noci – incontrerò le sigle sindacali Cigl, Cisl e Uil che mi hanno sollecitato su questa questione e tutte le associazioni di categoria del partenariato economico sociale e attiveremo un tavolo operativo al fine di definire date e modelli organizzativi per l’apertura e la chiusura degli esercizi commerciali e delle attività di vendita in occasione delle prossime festività e di tutte le festività del prossimo anno, 1 maggio incluso”.

Il dibattito è in corso anche sulla scelta di tenere aperti o no i negozi alimentari nel prossimo fine settimana. Da qui l’intervento di Egidio Andriani, presidente di Feder Macellai di CasaImpresa. “Nel caso specifico, parliamo addirittura della Festa dei Lavoratori, giorno in cui a maggior ragione ci si dovrebbe imporre uno stop per recuperare la dimensione domestica e familiare”. “Questa grande emergenza sanitaria legata al Covid qualcosa dovrà pure insegnarci. Per esempio, quanto sono importanti i rapporti sociali, e in primis quelli che si alimentano all’interno della famiglia. Non regge la motivazione legata ad un servizio che si intende offrire, in quanto il lockdown, con le limitazioni orarie, ci ha dimostrato che è possibile organizzarsi per fare comunque la spesa di prodotti alimentari. Non è assolutamente indispensabile costringere le famiglie dei negozianti a passare domeniche e festività alle prese con le attività, come non è neanche giusto che i consumatori, a mio parere, trascinino la famiglia negli ipermercati in giornate particolari. Apprezziamo in particolare la decisione di Ipercoop”.

“Questo per dire con g rande convinzione che non si dovrebbe avere alcun dubbio sull’esigenza di tenere giù le saracinesche e approfittare per recuperare il tempo che, altro insegnamento della pandemia, è assai prezioso”. “Quindi – conclude Andriani – basta con la corsa ai fatturati e ai numeri, caratteristica delle multinazionali, dove le relazioni umane si diluiscono. Dunque raccogliamo l’invito che ci ha rivolto più volte Papa Francesco, dicendo che si è schiavi senza la domenica libera, e riprendiamoci spazio e tempo per nutrire gli affetti e ritrovare nuovamente il gusto di essere famiglia”.

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