19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Cronaca News

Furbetti dei vaccini, inchiesta per falso e truffa. Indaga la Finanza

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

“Un disabile in casa serve sempre”. La battuta è del famoso film di Checco Zalone “Quo vado?”. Durante un dialogo in famiglia il protagonista, un dipendente di un ufficio provinciale caccia e pesca, si lamentava con i genitori perché nessuno dei due aveva problemi di disabilità. Entrambi erano sanissimi e di conseguenza lui, non potendo usufruire dei benefici di legge, al contrario dei suoi colleghi, non poteva conservare il posto “fisso” vicino casa. Aveva ragione l’impiegato costretto ad accettare il trasferimento fra i ghiacci del Polo Nord, i tempi di pandemia e di corsa ai vaccini lo dimostrano. Chi ha un disabile in casa, che rientra nella legge 104, ha avuto l’opportunità di vaccinarsi, sfruttando anche gli open day in maniera perfettamente legale. Invece chi, non avendo in famiglia un disabile e non intendendo rispettare né la legge né i soggetti fragili, si è attivato per trovare un canale preferenziale, sfruttando amicizie e conoscenze, adesso rischia di finire sotto inchiesta, anche in provincia di Taranto.

Per individuare i furbetti delle vaccinazioni, il procuratore capo facente funzioni Maurizio Carbone ha aperto un fascicolo che al momento non contiene né indagati né nomi. Infatti è a carico ignoti. Ma contiene le ipotesi di reato per le quali si procede in questa fase iniziale delle indagini: falso ideologico e truffa ai danni del sistema sanitario. L’indagine è scattata in seguito ad alcune segnalazioni alla Procura ionica su probabili anomalie. Su delega del magistrato, la Guardia di Finanza ha acquisito gli elenchi con tutti i nominativi dei soggetti vaccinati delle categorie prioritarie per indagare su eventuali inserimenti indebiti di soggetti che, pur non rientrando in quelle categorie, sono riusciti ad ottenere la somministrazione del siero anti Covid.

Il primo obiettivo degli inquirenti è quello di accertare quanti casi di questo tipo di sono verificati e poi di fare luce su un altro aspetto altrettanto rilevante, quello di eventuali favoritismi per l’accesso alla somministrazione del vaccino anti Covid. In buona sostanza, uno degli obiettivi degli inquirenti è quello di chiarire se ci sono state complicità fra vaccinati e vaccinatori o comunque con figure che in qualche modo si occupano della campagna vaccinale. I militari delle Fiamme Gialle stanno lavorando a 360 gradi anche per ricostruire le modalità di commissione dei reati ipotizzati. Al momento non si può quantificare il numero dei soggetti finiti sotto la lente d’ingrandimento poiché sono in corso gli accertamenti da parte dei militari delle Fiamme Gialle di Taranto. La ricerca, ovviamente illecita, di una corsia preferenziale per garantirsi nel più breve tempo possibile una protezione dal virus, è iniziata con l’avvio della campagna vaccinale. Numerose procure sparse sulla Penisola, fra le quali quella di Bari, stanno indagando su quello che è avvenuto nelle prime settimane della campagna vaccinale. A quanto pare, dipendenti e imprenditori di aziende che hanno rapporti con la sanità o con studi medici ma anche familiari di medici e altre figure professionali, sono stati vaccinati come operatori sanitari.

Dall’indagine avviata dalla Procura di Bari sono saltati fuori anche nomi eccellenti, alcuni dei quali costretti ad ammettere pubblicamente di essere coinvolti nell’inchiesta. Come il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, il quale, sulla sua pagina Facebook, ha scritto di essere finito nell’indagine sui “vaccini fuori lista”, sostenendo la sua “assoluta buona fede” e la “serenità d’animo in questa vicenda” e la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati; fatti che lui, spiega, spera di chiarire presto. Stando a quanto riportato dall’Ansa, fra i 53 nomi finiti nel mirino dei magistrati di Bari ci sono anche quelli di alcuni noti imprenditori anche del settore sanitario, come quelli dell’ex presidente di Confindustria Puglia Domenico De Bartolomeo e di Nicola Canonico, le cui imprese fanno parte del consorzio che sta costruendo il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto. Alcuni sono stati convocati dagli inquirenti per essere sottoposti ad interrogatorio. I ritardi nella vaccinazione di fragili e anziani (in tanti sono ancora in attesa della prima dose) non sono stati causati soltanto dalle inefficienze del sistema sanitario italiano, dalle interruzioni e dai rallentamenti nella fornitura delle fiale da parte delle aziende farmaceutiche ma anche dalle “furbate” di coloro che, saltando fila, di fatto hanno sottratto la dose a chi ne aveva diritto e a chi si è ammalato oppure è morto perché più vulnerabile Se ci sono i soliti furbetti che non si fanno scrupoli, c’è anche un’Italia che aspetta silenziosa il proprio turno per vaccinarsi, rispettando la legge e il prossimo.

E’ anche l’Italia che aspetta che la magistratura porti a termine le inchieste contro i cosiddetti furbetti. Chissà se si sentiranno ancora tali quando l’autorità giudiziaria chiuderà il cerchio su queste vicende e si ritroveranno sotto accusa.

Annalisa Latartara 

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