23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 19:48:24

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Processo Ambiente Svenduto, “Liberti non falsificò la perizia”

foto di Processo Ambiente Svenduto, l’avvocato Raffo e il professor Liberti
Processo Ambiente Svenduto, l’avvocato Raffo e il professor Liberti

“Il professor Liberti non è il perito prezzolato e corrotto che ha falsificato la relazione per la Procura”. Il difensore dell’ex rettore del Politecnico di Bari, avvocato Carlo Raffo, ha fatto leva sulle stessa consulenza sull’inquinamento dell’Ilva redatta, su incarico della Procura, dal professore universitario. Il contestato ammorbidimento della relazione è stato collegato dai pm al prelievo, da parte di Archinà, di 10.000 euro dall’ufficio contabile dell’Ilva gestione Riva. Secondo l’accusa, quel denaro era destinato a Liberti nell’incontro del giorno successivo (siamo a marzo 2010).

Una ricostruzione respinta sia dalla difesa di Lorenzo Liberti sia dal legale di Girolamo Archinà Giandomenico Caiazza. Facendo riferimento a dati e conclusioni e confrontando queste ultime con quelle dei periti del gip, l’avvocato Raffo ha tentato di confutare la tesi del presunto ammorbidimento, anzi di una vera e propria “giravolta” l’hanno definita testualmente i pm Buccoliero e Remo Epifani. Invece, il legale di Archinà ha basato la sua difesa soprattutto sulle immagini dell’incontro nell’area di servizio di Acquaviva delle Fonti, sulle intercettazioni e sulla documentazione che dimostra l’avvenuta offerta (sia nel 2010 che negli anni precedenti) alla Curia, retta all’epoca dal monsignor Benigno Papa, testimone per il quale i pm hanno chiesto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza. “L’accusa sostiene la tesi della corruzione perché questa tesi rafforza quella del dolo e dell’intenzionalità degli altri reati”, ha evidenziato l’avvocato Raffo.

Ma, rivolgendosi sempre al pubblico ministero, ha fatto notare che “non vengono contestati dati falsi nella relazione di Liberti che non è stata nemmeno acquisita dall’accusa in questo processo”. E all’accusa Raffo ha ricordato che Buccoliero ha nominato come consulente sulle emissioni dell’Ilva il professor Liberti malgrado sia stato un suo imputato in un altro processo, quello sull’appalto per la pubblica illuminazione da parte del Comune di Taranto. Nella relazione, Liberti, ha sottolineato il legale, non ha compiuto “nessuna giravolta a 360 gradi, peraltro – ha aggiunto – si tratta di un lapsus freudiano del pm, a 360 gradi vuol dire che è tornato al punto di partenza”. La perizia, ha fatto notare il difensore, non è per niente favorevole all’Ilva perchè il finger print delle diossine viene ritenuto corrispondente a quello delle emissioni diffuse e fuggitive riconducibili all’area agglomerato e al camino E 312. E anche i periti giungono a conclusioni analoghe a quelle di Liberti. Inoltre, l’avvocato Raffo ha contestato la mancata citazione da parte della Procura del professor Liberti nell’incidente probatorio del 2012. Non è l’unico legale ad aver posto la questione e ad aver lamentato una violazione del diritto di difesa.

“Eppure il professor Liberti all’epoca era indagato in questa vicenda”. Dopo l’avvocato Raffo, le arringhe in calendario sono quelle del difensore del direttore del Siderurgico Luigi Capogrosso, avvocato Vincenzo Vozza, del difensore di Fabio Riva, avvocato Luca Perrone, degli avvocati Angelo Loreto, Garzone e Di Nacci per le società, dell’avvocato Pasquale Annichiarico, per Nicola Riva e Riva Forni Elettrici. Anche questa settimana, ha spiegato il presidente della Corte d’Assise Stefania D’Errico, è probabile la fissazione della quarta udienza, giovedì o venerdì. Mentre lunedì 10 non ci sarà udienza e martedì 11 potrebbero iniziare le repliche. Saranno le ultime battute del tour del force. Poi la Corte entrerà in camera di consiglio.

Annalisa Latartara

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