26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

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Il rogo nell’ex hotel

E’ stato fermato dai carabinieri il presunto autore dell’incendio nell’ex hotel durante il quale è rimaste gravemente ustionato un giovane del Mali. I militari della Compagnia di Taranto hanno notificato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, firmato dal del pm, per il reato di tentato omicidio, e al trentacinquenne A. M, di origini marocchine, sprovvisto di permesso di soggiorno e senza fissa dimora, parcheggiatore abusivo, gravato da precedenti di polizia per reati contro la persona e occupazione abusiva di luoghi pubblici.

Al termine di serrate e ininterrotte indagini, è ritenuto responsabile del rogo che, nella notte tra l’1 e il 2 maggio, è quasi costato la vita ad un 33enne senza fissa dimora, attualmente ricoverato presso il centro grandi ustionati dell’ospedale di Brindisi. Il giovane del Mali aveva deciso di trascorrere la notte all’interno del locale caldaie dell’ex Hotel Palace, quando all’improvviso è stato avvolto dalle fiamme che qualcuno, aveva appiccato all’unica porta che ne consentiva l’uscita. Il malcapitato è rimasto intrappolato nel locale sino a quando le fiamme non si sono estinte. Fin dai primi accertamenti, le attenzioni dei carabinieri si sono concentrate sulle persone senza fissa dimora che vivono di espedienti e dormono in bivacchi di fortuna allestiti nella zona dei cunicoli sotterranei che congiungono il rudere dell’ex Hotel Palace a Piazza Ebalia.

Successivamente, grazie alle indicazioni fornite dalla vittima, all’analisi dei filmati di alcune telecamere di videosorveglianza ed alle testimonianze di altri extracomunitari, il cerchio dei sospettati è andato via via restringendosi fino all’identificazione del cittadino marocchino ritenuto principale indiziato del tentato omicidio. E’ dunque scattata una vasta caccia all’uomo che nel giro di poche ore ha consentito di rintracciare il trentacinquenne all’interno di un appartamento in stato di abbandono non lontano dal luogo del rogo. Il fermato, pur non ammettendo esplicitamente le proprie responsabilità, ha affermato di conoscere il malcapitato e di essere stato nel luogo in cui è stato appiccato l’incendio. Il movente del gesto è da ricondursi alla pretesa, poi respinta dal fermato, di utilizzare, per la notte, il posto scelto dalla vittima. Su disposizione del pubblico ministero di turno, che ha concordato con le risultanze investigative dei carabinieri, l’uomo è stato condotto nel carcere di largo Magli. Nelle ore precedenti i carabinieri della Compagnia di Manduria avevano eseguito controlli anticrimine. Nel bilancio quattro arresti, quattro denunce a piede libero, due segnalazioni alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti e venti sanzioni per violazione della normativa Covid-19. Gli arresti a Manduria, Avetrana, Sava e Lizzano.

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