16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 07:01:57

Cronaca

Viale M. Grecia, “A chi serve quella pista?”


TARANTO – L’interrogativo è nell’aria dall’inizio dei lavori. O, meglio, dei sondaggi partiti ad inizio estate in viale Magna Grecia per la futura , imminente, realizzazione della pista ciclabile. Pardon, di un pezzo di pista ciclabile, quello che collegherà viale Virgilio a via Veneto. Con quali vantaggi per la collettività?

Oggi ad intervenire è il movimento Condemi attraverso l’avvocato Filippo Condemi e il consigliere comunale Cataldo Renna: “Tutti si saranno accorti dei lavori in corso sui marciapiedi centrali di viale Magna Grecia e molti già sanno che il sindaco sta facendo realizzare una pista ciclabile, prevista, al momento, nei soli isolati compresi tra v.le Virgilio e via Veneto”.

Condemi e Renna chiedono uno sforzo di fantasia: “Si provi ad immaginare l’opera già ultimata: il ciclista si dispone al movimento con qualche profonda inspirazione ed espirazione, riempie così inconsapevolmente i suoi polmoni dei gas dei tubi di scarico derivanti dal traffico veicolare che in quel luogo è ininterrottamente intenso, monta sul ‘biciclo’ e si avvia. Dopo aver percorso un piccolo tratto deve scendere perché l’isolato termina, attendere di poter attraversare, rimettersi nuovamente sul percorso e così sempre ripetitivamente fino a quando la pazienza non lo avrà abbandonato”. Fin qui l’aspetto pratico. Ma c’è anche quello politico-economico.

“Questa iniziativa, destinata a restare inutilizzata, comporta una spesa di un milione di euro, ingiustificatamente esorbitante per l’utilità di ritorno ai cittadini, le cui ragioni di fondatezza dell’esosità saranno approfondite in diversa sede, oltre che l’inutile abbattimento di numerosi alberi che hanno impiegato non meno di cinquant’anni per crescere, che saranno distrutti soltanto perché il sindaco vuole esternare ai cittadini che l’amministrazione da lui presieduta è operativa”.

Non l’unico esempio, per il movimento, che attacca le scelte del Comune in fatto di viabilità: “Lo stesso concetto dell’apparire a costo dell’inutilità e di cinico spreco lo ha animato anche quando ha riempito la città di rallentatori di velocità, molti di essi in luoghi e con modalità che li rendono pure pericolosi. A questi devono aggiungersi le sbarre di attraversamento pedonali, ormai presenti in ogni angolo della città. Opere che fanno evincere quanto il sindaco sia convinto che i cittadini siano tutti trasgressori e per questo il rispetto delle regole occorre imporlo mediante lo sbarramento dei luoghi delle possibili soste vietate, e non invece avvalendosi di una continua opera civicamente educativa della polizia municipale”.

Quindi un’annotazione: “E’ bene che il sindaco sappia che le piste ciclabili a cui fa riferimento la legge, incentivate da fondi regionali, statali ed europei, sono percorsi stradali veri e propri in quanto sono finalizzati a consentire ai cittadini l’utilizzazione della bicicletta in alternativa all’auto per ogni loro esigenza, dal raggiungimento del posto di lavoro a qualsivoglia spostamento di altra natura. Il sindaco, nella deliberazione del relativo progetto, spaccia questo tragitto come “percorso ciclabile di collegamento con il parcheggio generale di Cimino di ingresso nella città”, che tra l’altro ancora non esiste e forse mai sarà realizzato. È come mettersi la cravatta e poi la camicia”.

Tirando le somme, per Condemi e Renna “Il percorso ciclabile non potrà essere altro che un piccolo tratto per far passeggiare i bambini in triciclo quando si recano all’asilo: finalità anche questa senza dubbio lodevole, ma non se i costi, a carico dell’intera collettività, sono tanto sproporzionati. Se 750 metri costano un milione di euro, vuole dire che l’intera v.le Magna Grecia, lunga 2.200 metri, costerà tre milioni, pari ad 333 euro per metro quadro”.

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