16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 15:54:00

Cronaca News

Melucci: Acciaierie d’Italia restituisca gli spazi occupati al porto

foto Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Il comune di Taranto vuole riappropriarsi del porto per non perdere il treno della ripresa economica che passa anche attraverso gli effetti benefici delle Zone economiche speciali e le Zone franche doganali. Un progetto che costringe Taranto a rivedere l’affidamento dell’area portuale oggi appannaggio dell’ex Ilva.

“Acciaierie d’Italia restituiscano in fretta gli spazi portuali alla città”. È la richiesta avanzata dal sindaco Rinaldo Melucci alla newco
Invitalia-A.Mittal, ora co-proprietari del sito dell’ex gruppo Ilva.
arriva dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

Secondo il sindaco, infatti, è “urgente riflessione su talune concessioni del porto ionico, che come registrato negli ultimi mesi, anche per mezzo di autorevoli studi indipendenti, finiscono per vincolare intere banchine, fornendo in cambio un indice di impiego delle infrastrutture e delle maestranze locali davvero misero”.

E a tal fine, annuncia: “il Comune di Taranto, membro del Comitato di Gestione dell’Ente portuale, chiederà la revisione delle attuali
concessioni dello stabilimento siderurgico, presumibilmente in relazione al Secondo e al Quarto Sporgente dello scalo ionico. Dalle
sorti del porto dipende una parte essenziale del futuro di Taranto, e in quel futuro i protagonisti non saranno più il carbone e l’acciaio”.

Ai fini infatti di una “sostenibile e rapida ripartenza del nostro sistema economico”, prosegue Melucci, appaiono “smisurati e
ingiustificati”gli spazi assegnati ad Acciaierie d’Italia, “che soffocano la crescita e il lavoro nel nostro porto”.

“Banchine che in molti casi non raggiungono il 40% dell’utilizzo nel corso dell’anno, un vero spreco. Taranto è alla ricerca di ben altre logiche produttive e le infrastrutture pubbliche, dopo gli ingenti investimenti degli ultimi anni, vanno valorizzate al meglio nell’interesse della
collettività, senza creare riserve a favore di soggetti imprenditoriali del tutto sganciati dalla citata traiettoria economica del territorio”.

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