21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca News

Truffe a pensionati e banche: tre arresti

Sequestrati 200mila euro trovati sui conti degli indagati


Gli indagati fotografati durante l'operazione della Ps

A Taranto, la Polizia ha arrestato tre pregiudicati per una serie di truffe di centinaia di migliaia di euro ai danni di anziani, finanziarie e banche e sequestrato un’ingente somma di denaro ritenuta sospetta.

Un 72enne e un 61enne sono ritenuti i promotori e gli organizzatori della presunta associazione, mentre un 74enne è ritenuto partecipe del gruppo. Indagati anche la moglie del 61enne ed un altro tarantino di 57 anni.

Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, sono iniziate in seguito alla denuncia di due episodi di truffa posti in essere ai danni di società finanziare e di pensionati. Le vittime avevano notato che i rispettivi conti venivano svuotati da prelievi, legati a cessioni del quinto della pensione, per rate di prestiti accesi a loro insaputa su conti correnti aperti in altre banche e intestati a loro.

Da quanto emerso dalle indagini, i presunti malfattori ricorrevano alla clonazione di documenti d’identità e alla sostituzione di persona. Almeno 14 gli episodi di truffa perpetrati fra il 2018 ed il 2019 in danno di ignari cittadini e istituti di credito. Secondo la ricostruzione investigativa, i presunti autori si presentavano in banca ed esibivano documenti d’identità falsificati, recanti la propria foto e i dati della vittima.

Secondo gli accertamenti della Polizia, i presunti truffatori, di fronte alla necessità del funzionario della banca di incontrare personalmente il contraente del finanziamento, prendevano appuntamento davanti alle abitazioni delle vittime e firmavano i contratti, evitando, con una scusa, che i dipendenti bancari entrassero nelle abitazioni. Così riuscivano ad ottenere il finanziamento, facendolo poi accreditare su conti italiani e tedeschi sempre intestati alle vittime e accesi presentando on line o personalmente lo stesso documento utilizzato per la truffa. Il denaro veniva poi trasferito dal conto tedesco, acceso presso una banca virtuale di Berlino, ad altro conto tedesco riconducibile al soggetto arrestato e da qui trasferito presso conti italiani dello stesso 61enne e della moglie attualmente indagata.

Il meccanismo posto in essere è assimilabile a quello comunemente chiamato delle “scatole cinesi” attraverso l’attivazione di numerosi rapporti bancari finalizzata ad ostacolare le indagini, rendendo complessa l’acquisizione della documentazione e la successiva analisi.

Importante, secondo la Polizia, la figura della donna coinvolta nella vicenda: attraverso l’apertura di un rapporto bancario, consentiva il riciclaggio, su un conto “pulito” intestato a lei, di somme di denaro che in precedenza erano “smistate” tra i molteplici conti in uso al coniuge, contribuendo alla dissimulazione dell’origine delittuosa dei profitti illeciti. Di assoluto rilievo, la figura del 72enne il quale approfittava delle moderne opportunità di finanziamento, servendosi dei canali on line sia nelle delle truffe sia nell’occultamento degli ingiusti profitti conseguiti.

È stato inoltre eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta delle somme di denaro depositate su conti correnti bancari e/o postali, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi ed altri strumenti di investimento nella disponibilità degli indagati. Le movimentazioni sospette sfiorano i 200mila euro.

 

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