23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca

Niente lavoro dopo le ferie, come difendersi


TARANTO, 19-11-04 condanna a 7 anni per ex sindaco e deputato Giancarlo Cito nella foto con l'avvocato Luca Balestrieri FOTO RENATO INGENITO/INFOPHOTO

TARANTO – Ha destato clamore la storia, pubblicata ieri in esclusiva sulle nostre colonne, di una impiegata tarantina di Poste Private del Sud che, tornando a lavoro dopo le ferie, ha trovato l’ufficio completamente svuotato dalla azienda con la quale aveva un contratto a tempo indeterminato. E dopo due giorni ha ricevuto la lettera di licenziamento. 

Diverse le email di solidarietà e sconcerto inviate alla redazione di Taranto Buonasera ed anche i messaggi sul profilo facebook del quotidiano, dove il post con la notizia é stato cliccato da quattromila persone in poche ore. Sintomo del momento particolare che stiamo vivendo, in cui anche per il lavoro non ci sono certezze.

La vicenda é avvenuta in via Lazio 22. Qui da due anni c’era l’ufficio di Poste Private del Sud srl. A lavorarci una tarantina e due postini che, inaspettatamente, si sono trovati senza lavoro e davanti ad un locale completamente vuoto. L’impiegata era stata mandata in ferie dal 5 al 25 agosto. Il 26, al ritorno dalle vacanze, ha aperto l’ufficio e ha appreso che una ditta di traslochi, incaricata dall’azienda di Cuneo, era passata a togliere tutto. La stessa cosa é accaduta nelle altre filiali a Brindisi, Lecce, Andria, Foggia e Bari. Licenziata senza preavviso, senza stipendio, la tarantina si é rivolta ad un legale.

Prima delle ferie la donna era stata contattata dai suoi datori. “Mi avevano telefonato per augurarmi buone vacanze e per dirmi di lasciare tutto a posto – ha spiegato a Taranto Buonasera. Poi il 28 agosto mi é arrivata la lettera di licenziamento per giustificato motivo, in quanto non esiste più la sede. I datori di lavoro sono irreperibili”.

Eppure gli impiegati erano certi di tornare alla propria occupazione. Ora spetterà ai legali stabilire giustizia. Abbiamo ascoltato un esperto di Diritto del Lavoro, l’avvocato tarantino Luca Balistreri, per capire quali tutele sono previste rispetto a questo fenomeno dilagante in Italia.
“Si sente sempre più spesso – spiega l’avvocato – di aziende che chiudono e datori di lavoro che usano questo sistema. Ovviamente l’impiegata tarantina ha fatto bene a rivolgersi ad un legale che valuterà tutti gli aspetti della vicenda. Da quanto ho letto a proposito, posso dire che ci troviamo davanti ad una scelta aziendale che potrebbe essere dettata da una difficoltà ad operare per una crisi di commesse o per altri motivi. In ogni caso, anche se la libertà di iniziativa economica é tutelata dalla nostra Costituzione, é ovvio che il lavoratore ingiustamente licenziato ha una serie di strumenti normativi per far valere le sue ragioni”.

Il motivo di una crisi aziendale, dunque, di per sé non basta per giustificare un licenziamento.

“Se l’allontanamento del dipendente ha una ragione di effettiva criticità aziendale é un conto – chiosa Balistreri – ma se é solo un paravento dietro al quale si nascondono altre ragioni, é ovvio che gli impiegati potranno per far valere i propri diritti. Fermo restando che le valutazioni le faranno gli avvocati ufficialmente incaricati, se c’é una compromissione del diritto sancito dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori, il soggetto dovrà essere tutelato. Visto che anche il licenziamento prevede degli strumenti come l’indennità di preavviso, il Tfr”.

Gli impiegati tarantini dunque potranno solo confidare nella giustizia.

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